Mediaset, Pd fa quadrato intorno a Letta: governo vada avanti

"Il Paese ha bisogno di essere governato e ha bisogno di risposte immediate". Enrico Letta, il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi, è tornato a gettare acqua sul fuoco. "Sono consapevole del momento politico delicato – ha detto il presidente del Consiglio – io metto l’Italia davanti a tutto, gli interessi personali vengono dopo". Il premier ha anche ribadito che "l’interesse dell’Italia, però, non è un logoramento, non bisogna continuare a tutti i costi". Un concetto che, per una volta, mette d’accordo tutti nel Pd. Sia per quanto riguarda il sostegno al governo, sia in merito all’atteggiamento da tenere in Parlamento davanti alla condanna di Berlusconi, il partito sembra essere compatto. "Bisogna rispettare le sentenze e fare lavorare il governo – spiega il deputato Davide Zoggia – il comportamento del Pdl deve essere consono". Anche dal fronte renziano, per il momento non arrivano distinguo particolari. "Governare con il Pdl – sottolinea Ernesto Carbone – pesa a tutti noi. Vanificare questi sforzi per Silvio Berlusconi mi sembra esagerato". "Condividiamo il richiamo di Napolitano sulla responsabilità e il rispetto delle istituzioni", afferma Simona Bonafè, che però aggiunge, "come esponente del Pd mi sarei augurata di battere politicamente Berlusconi alle scorse elezioni, invece che batterlo con la via giudiziaria come sta avvenendo". Chiaro il riferimento alle ultime elezioni, quando il candidato del Pd era Pier Luigi Bersani.

Bersani che oggi è tornato a parlare ad un convegno sul Pd svoltosi a Milano. E non ha fatto mancare una dura stoccata verso il Pdl: "Vorrei che si chiedessero se intendono essere guidati da chi è stato condannato per evasione fiscale. Il Pdl deve mostrare se è una formazione politica o un raggruppamento che vive solo con il capo". Parole che hanno scatenato le ire di molti esponenti del centrodestra, da Maria Stella Gelmini a Renato Schifani. L’apparente compattezza democratica potrebbe però essere messa a repentaglio dal dibattito infinito su tempi e modalità del congresso. All’inizio della prossima settimana dovrebbe essere pronto il testo messo a punto da Roberto Gualtieri, incaricato di trovare una mediazione sulle questioni più spinose tra le diverse anime dei democratici. A metà settimana, probabilmente martedì, dovrebbe svolgersi la riunione della Direzione con al centro le due questioni: da una parte l’atteggiamento da tenere verso il governo e l’alleanza con il Pdl, dall’altra le regole congressuali. Ma c’è chi, come lo stesso Bersani, che chiede un rinvio della discussione sulle regole a settembre. "Abbiamo davanti mesi in cui il rischio di farci fare la finanziaria dalla troika non è allontanato del tutto. Quindi c’è una riflessione e una discussione da fare. Io suggerirei che adesso venga fissata la data della nostra assemblea per convocare il congresso a settembre e che la smettessimo di parlare di regole".