Lupi, ‘non è governo del Pd: conta il fare’

"Una cosa dico a Renzi. Questo non è il governo del Partito democratico. Questo è un governo che nasce dal fatto che nessuna delle coalizioni ha vinto le elezioni. Ha un compito eccezionale e chiaro. E spetta a Letta la sintesi tra posizioni e sensibilità oggettivamente diverse. Se Renzi vuole fare il monocolore del Pd, sbaglia indirizzo". Lo afferma il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi in una intervista al Quotidiano nazionale. E aggiunge: "Sin dall’inizio abbiamo sempre detto che questo governo è nato da circostanze straordinarie che ha come ragion d’essere il portare il Paese fuori dall’emergenza. Quindi, il fare. Ora lo dice anche Renzi? Bene. Sinora abbiamo lavorato, abbiamo iniziato a ottenere dei risultati, poi abbiamo avuto tre mesi difficili. Adesso, nel 2014, stabiliti con forza e chiarezza alcuni punti essenziali potremo realizzare le cose per le quali il governo nasce. Tutti vogliamo un esecutivo del fare". E prosegue: "Tutti, Renzi come Alfano e Letta, hanno dimostrato un grande coraggio e una grande responsabilità, senza fare la cosa più facile che è andare dietro ai populismi. E quindi, badiamo al sodo".

In merito al prossimo appuntamento con il patto di coalizione, il ministro commenta: "Dobbiamo stabilire una lista ristretta di cose da fare. Stabilendo tempi certi per la loro realizzazione. Sia per quanto riguarda la legge elettorale e le riforme istituzionali, sia per quanto riguarda i contenuti". E sull’ipotesi di un contratto unico con tutele crescenti, articolo 18 limitato e di un sussidio di disoccupazione unico afferma: "Abbiamo l’obiettivo della crescita e quindi il tema del lavoro è prioritario. Dobbiamo fare in modo che le aziende tornino ad assumere, togliendo tutti quegli ostacoli che gli impediscono di assumere. Bisogna introdurre più flessibilità in entrata. E’ evidente che al tempo stesso dobbiamo dare una protezione sociale. Siamo disposti a ragionare sul contratto unico, ma fatti salvi alcuni principi stabiliti a livello nazionale la contrattazione va spostata quanto più possibile a livello aziendale. E ancor di più chiediamo con forza e con chiarezza di affrontare la questione di come aiutare le piccole e medie imprese, gli artigiani e i commercianti. Innanzitutto con una forte azione di sburocratizzazione. E poi con una ulteriore riduzione del costo del lavoro. Questi sono tre punti per noi fondamentali, ai quali se ne aggiunge un quarto, quello della famiglia, che per noi va sostenuta fortemente. La famiglia è stata il vero ammortizzatore sociale di questi anni di crisi, il 2014 dev’essere l’anno di azioni concrete a favore della famiglie italiane". Infine il ministro affronta il nodo della legge elettorale: "Dev’essere coinvolto tutto il Parlamento, ma la proposta deve nascere in seno alla maggioranza. Elaborata una bozza, il dialogo si deve giustamente aprire alle forze di opposizione, con le quali ci confronteremo cercando il massimo consenso possibile, in tempi certi".