Roma – Centinaia di elettori senza plico elettorale. Ottocentoquarantaquattro, per l’esattezza. È il numero di segnalazioni giunte fino ad oggi al presidente del Movimento delle Libertà e candidato in Europa nelle liste del PdL, Massimo Romagnoli che a ItaliaChiamaItalia spiega perché, in caso di elezione, provvederà innanzitutto a “mettere fine alle inefficienze diplomatiche”.
Nel 2008 il PdL all’estero ha sfiorato il 31 per cento dei voti, quasi tre punti in meno del Pd. Questa volta riuscirete ad essere più convincenti con l’elettorato?
“È il nostro obiettivo. Non solo io, ma anche i candidati Simone Billi, Almerino Furlan e Maria Garcia stanno lavorando e si stanno muovendo molto bene, ‘aggredendo’ l’elettorato in maniera costruttiva. Abbiamo tutti voglia di vincere e anche se non so se riusciremo a prendere due seggi, di certo non sfigureremo agli occhi della politica”.
La campagna estera è più viva di quella nazionale?
“È vissuta sul campo. Nel Pd si sta svolgendo una grande battaglia tra Claudio Micheloni e Elio Carozza al Senato e tra Laura Garavini, Franco Narducci e Gianni Farina alla Camera. È importante anche la presenza di Mariano Porpiglia e Vittorio Pasquale con la lista di Ingroia. Siamo tutti molto agguerriti e si respira aria di sfida sia tra partiti che dentro le liste”.
Ha dimenticato di nominare i suoi ex colleghi di partito che oggi si presentano nella lista Monti. È un’omissione voluta?
“No, assolutamente. Anche loro stanno facendo una bellissima campagna elettorale, penso in particolare a Vincenzo Zaccarini e Mario Caruso per la Camera e Luigi Billè e Aldo Di Biagio per il Senato. Anche il Maie di Ferretti sta facendo un’ottima campagna elettorale, tutti meritano di vincere per l’impegno profuso in queste settimane”.
Con gli ex PdL, ora Monti, avevate una quota di elettorato in comune. Non teme che ora ne possano rubare una parte al Pdl?
“No, anzi. Posso affermare che, all’inizio della campagna elettorale, non immaginavamo il successo che, invece, stiamo avendo ora. Forse è dovuto alle promesse di Silvio Berlusconi sull’Imu, la gente che si è vista derubare tutti quei soldi prima di Natale spera nella loro restituzione e questo ci mette in una posizione positiva”.
Gli eletti delle scorse legislature si sono caratterizzati per le divisioni e le discussioni. Come si può credere a questo improvviso clima di sana competizione e lealtà verso gli avversari?
“Sono stato sempre onesto, continuerò a ‘portare acqua al mio mulino’ perché sono orgoglioso di Berlusconi e penso che sia l’unico a poter governare, ma apprezzo l’impegno che vedo da parte di alcuni candidati e mi piace questa sana concorrenza. Ripeto, tutti meriteremmo l’elezione ma solo cinque entreranno in Parlamento, mi auguro che il PdL prenda almeno un seggio alla Camera e uno al Senato, due e uno sarebbe il massimo ma è difficile”.
Ascoltando le sue parole si respira un clima positivo ma, in realtà, esiste un’altra faccia della medaglia. Il voto estero è ancora una volta penalizzato a causa dell’elevato numero di plichi elettorali ancora non recapitati agli elettori.
“Sì, purtroppo devo registrare che tanti connazionali mi stanno chiamando proprio in queste ore per dirmi che mi vorrebbero votare, ma non hanno ancora ricevuto la scheda e non hanno la possibilità o il tempo di percorrere centinaia di chilometri per andarla a ritirare presso il consolato di appartenenza”.
Il Movimento delle libertà sta promuovendo autonomamente delle azioni per arginare il problema?
“Le buste non recapitate sono tante e questo fa pensare al peggio, perciò abbiamo iniziato a raccogliere i nominativi delle persone che non hanno ricevuto il plico elettorale per verificare che nessuno voti al loro posto. Se accadesse una cosa del genere, e se dovessi essere eletto, i consolati avranno guai seri. Sono sul piede di guerra”.
Se eletto, metterà mano al sistema consolare?
“I consolati si stanno rendendo protagonisti di una disorganizzazione inammissibile. Oltre alla questione dei plichi, è necessario sottolineare che non rispondono al telefono. Io stesso ho chiamato più volte il consolato di Francoforte e alla fine ho dovuto mandare una persona per sapere gli orari. La stessa cosa sta accadendo, ad esempio, a Stoccarda e in molti altri consolati. Gli elettori che non hanno ricevuto la scheda li stanno chiamando per farsi dire gli orari di apertura e potersi recare, così, a ritirarla di persona. I cittadini non possono fare centinaia di chilometri per andare a prendere il plico in consolato per poi, magari, trovarlo chiuso”.
Ormai rimangono pochi giorni. In questo modo, nella circoscrizione estero si stanno perdendo moltissimi voti.
“Molte persone hanno aspettato il plico fino all’ultimo momento, hanno pensato che sarebbe arrivato in ritardo, ma ormai è evidente che non arriverà più. Le schede votate devono arrivare ai consolati entri il 21 febbraio, chi è intenzionato a votare sta mettendo tutto l’impegno possibile, contattando i consolati che, invece, non rispondono. Tutti accusano i parlamentari eletti all’estero, ma nessuno parla mai delle inefficienze diplomatiche”.
A chi possono scrivere i nostri lettori interessati a segnalare il mancato recapito del plico?
“Possono scrivere all’indirizzo e-mail on.massimo.romagnoli@gmail.com”.
































Discussione su questo articolo