“Il treno del Pd? Costa 300mila euro, lo paga il partito” [VIDEO]

Così Matteo Renzi a due contestatori. Mentre gira il territorio, il segretario dem guarda anche a Roma e pensa alla direzione del Pd di lunedì

Matteo Renzi, selfie sul treno del Pd

Riparte da Trieste il treno del PD, che girerà le 107 province italiane da qui alle prossime elezioni politiche. Il costo? 300mila euro. Lo ha rivelato Matteo Renzi in persona, replicando a due contestatori alla stazione di Casarsa in provincia di Pordenone.

La giovane coppia di contestatori ha urlato “vattene a casa” rivolgendosi al segretario dem, e lui “ci sono già andato” ha replicato. Quindi si e’ fermato a scambiare una serie di battute con loro, precisando che il treno è pagato con i soldi del Pd e aggiungendo che da “dopo le dimissioni, non prendo un euro non avendo indennità o vitalizi”.

Matteo Renzi ha concluso il suo tour in Friuli Venezia Giulia depositando un fiore sulla tomba del poeta Pier Paolo Pasolini.

Nel corso degli spostamenti in treno il segretario con la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, il deputato e tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, e la segretaria dem del Friuli Venezia Giulia, Antonella Grim, hanno avuto un incontro con Barbara Puschiasis, presidente di Federconsumatori FVG, per parlare della situazione delle banche venete.

Intanto Renzi tiene un occhio puntato a Roma. Lunedì prossimo prevista la direzione PD. Il segretario ha deciso di mettere all’ordine del giorno il tema dei vitalizi, che non vuole assolutamente lasciare ai cinque stelle. Vuole portare a casa la legge. Escluse anche possibili modifiche per correggere gli eventuali profili di retroattività (e costituzionalità, secondo Sposetti e altri dem) che il provvedimento contiene. “Se cambiamo, la legge muore”, ribadiscono i renziani.

Matteo Orfini è netto: “Questa è la richiesta che il Pd farà, approvare la legge sui vitalizi. Ci sono alcuni senatori che sono perplessi su questo, tra i quali Ugo Sposetti, ma è una questione difficile da definire come di coscienza. Questo è un punto politico. La direzione deciderà ed è quella la posizione del Pd. Sarebbe incomprensibile un voto in dissenso”.