La presenza italiana in Messico è in costante e rapida crescita e rappresenta oggi un fenomeno migratorio attivo, dinamico e profondamente radicato anche nel XXI secolo. È quanto emerso dall’incontro dedicato agli italodiscendenti, svoltosi sabato 31 gennaio a Città del Messico, promosso dal Com.It.Es. locale e dall’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM).
Al centro dell’appuntamento, ospitato presso l’Istituto Italiano di Cultura di Coyoacán, il tema della trasmissione della memoria tra vecchie e nuove generazioni e l’evoluzione dell’emigrazione italiana nel Paese. Un’occasione per offrire una lettura aggiornata del fenomeno, come ha spiegato a 9Colonne il presidente di ARIM Fernando Ciaramitaro.
“Se i numeri dell’emigrazione storica italiana in Messico non sono paragonabili a quelli verso Argentina, Brasile o Stati Uniti – ha sottolineato Ciaramitaro – la storia di queste esperienze di vita è estremamente rilevante ed è ancora oggi pienamente attuale”.
I numeri: raddoppio in poco più di dieci anni
Secondo i dati citati da ARIM, nel 2026 gli italiani residenti in Messico superano le 26.000 unità iscritte all’AIRE, a cui si aggiungono circa 25.000 connazionali non registrati. Un dato che evidenzia una crescita significativa rispetto al 2012, quando i residenti ufficiali erano poco più di 13.400.
Una comunità sempre più visibile e integrata, attiva in numerosi settori chiave dell’economia messicana: turismo, ospitalità, commercio, ma anche docenza universitaria e ricerca scientifica. In parallelo cresce anche il flusso turistico dall’Italia verso il Messico, che nel 2024 ha superato le 125.000 presenze.
Memoria, identità e nuove generazioni
L’incontro ha registrato una partecipazione superiore alle aspettative, tanto che la sala non è riuscita a contenere tutto il pubblico presente. Particolarmente significative, secondo Ciaramitaro, le testimonianze dei figli e dei nipoti degli emigrati italiani, che hanno offerto uno spunto di riflessione sul valore della memoria familiare.
“Storie, racconti, poesie e affetti – ha spiegato – ci invitano a ripensare le pratiche educative e culturali con cui si trasmette l’identità italiana tra Italia e Messico”.
Le sfide future di ARIM
Guardando al futuro, ARIM si prepara a nuove tappe fondamentali. Nel 2026 è prevista la modifica dello statuto, necessaria per collocare l’associazione in un contesto sempre più cosmopolita, e la celebrazione del decimo congresso, in programma nella seconda parte dell’anno.
“Sarà un momento importante di riflessione e pianificazione – ha concluso Ciaramitaro – per rafforzare il nostro impegno tra scienza, divulgazione e comunità italiana all’estero”.
Un percorso che conferma come l’emigrazione italiana in Messico non sia solo una pagina di storia, ma una realtà viva e in continua evoluzione.































