Prima di andare via, dopo quasi due ore di forum con i giornalisti dell’ANSA, Silvio Berlusconi si risiede un attimo e chiede di poter sfatare quella che lui definisce ‘una leggenda’. L’argomento e’ l’Europa, uno dei suoi cavalli di battaglia: ‘La cosa che piu’ mi fa arrabbiare e’ quella piu’ lontana dalla realta’ – accusa – e cioe’ la mia non credibilita’ tra i leader europei’. L’ex capo del governo e’ un fiume in piena e sollecitato dai giornalisti va oltre il solito canovaccio utilizzato nel corso della campagna elettorale.
Al di la’ dei temi oramai noti come la restituzione dell’Imu (‘una tassa dannosa’), l’obiettivo di arrivare all’ ‘abrogazione dell’Irap in 4 anni’ e alla ‘riduzione a due aliquote dell’Irpef pari al 23% e al 33%’, Berlusconi torna a parlare della necessita’ di modificare i poteri di Equitalia per evitare ‘i blitz da stato di polizia tributaria’ che hanno portato ‘alcuni imprenditori ad uccidersi perche’ non potevano pagare le tasse’. Forse anche per il suo passato da imprenditore che puo’ capire le difficolta’ degli imprenditori, il Cavaliere torna a parlare del suo futuro politico ribadendo di essere pronto a fare il ministro dell’Economia e dello Sviluppo di ‘indicare Alfano come premier’. Ma sull’ipotesi di un governo di larghe intese in caso di pareggio a palazzo Madama, Berlusconi coglie tutti di sorpresa. Le aperture fatte nei giorni scorsi alla possibilita’ di un dialogo sulle riforme con il centrosinistra appaiono gia’ tramontate con un evidente cambio di strategia. Nel mirino del Cavaliere finisce il comico genovese leader del Movimento Cinque stelle che potrebbe contendere i voti di quella fetta di elettorato deluso a cui punta l’ex premier per il rush finale. ‘Al Senato non hanno bisogno di noi’, mette in chiaro Berlusconi di fronte all’ipotesi di un governo si solidarieta’ nazionale in caso di pareggio. Questo perche’, secondo Berlusconi, il Pd andra’ a pescare nelle liste di Grillo che ha candidato ‘comunisti camuffati’ cioe’ ‘esponenti della sinistra estrema, dei centri sociali e dei No Tav’. Persone – e’ il ragionamento che fa il Cavaliere – pronte a ‘cambiare casacca, anche perche’ non li vedo tanto compatti’. Un’eventualita’ – quella delle defezioni – che Berlusconi non si sente di escludere anche tra le sue fila. Nonostante i candidati pidiellini abbiano sottoscritto un patto che prevede, tra i vari punti, anche il divieto di cambiare partito, l’ex premier non nasconde lo scetticismo: ‘Ho avuto molte delusioni – confida – su alcune persone sarei stato pronto a mettere la mano sul fuoco…’.
Il tono di voce cambia quando si va alla stretta attualita’ ed in particolare allo scandalo che ha colpito Finmeccanica con l’arresto dell’amministratore delegato Giuseppe Orsi. Un esempio – insieme a Mps e il caso Pollari – accusa Berlusconi, ‘dell’azione suicida della magistratura per la nostra economia’. L’ex capo del governo infatti non esita a dirsi ‘preoccupato’ per il rischio che ‘queste aziende non riescano a vendere piu’ nulla all’estero’.
Accuse per le quali l’Anm chiede tutela al Consiglio Superiore della Magistratura, ma che l’ex capo del governo utilizza anche per parlare dei suoi processi. E’ ‘uno scandalo’, dice, che ‘siamo giunti a 2700 udienze di processi contro di me e contro i manager del mio gruppo’. Parlando delle sue aziende il Cavaliere prende le distanze specificando di ‘non avere piu’ rapporti dal 1994, anno in cui entrai in politica’. Questo non gli impedisce pero’ di avere ‘delle preoccupazioni per la crisi’ anche se la situazione non e’ come quella del gruppo Rcs: ‘Mondadori – fa sapere – non deve vendere i suoi periodici’.
L’ex premier poi non chiude la porta all’ipotesi di un ingresso di capitali stranieri nel Milan ‘mai dire mai’, risponde sibillino. Infine immancabile invettiva contro la par condicio e la decisione della Rai di non spostare Sanremo. ‘Se io fossi stato al governo l’avrei chiesto’ anche perche’ la kermesse canora toglie spazio ai partiti. Cosi’ come, ammette, avviene con le dimissioni del Pontefice: ‘E’ inevitabile ed ovvio che avremo meno attenzione’. Ed e’ proprio sul futuro Pontefice che l’ex capo del governo azzarda un pronostico. ‘Credo che la chiesa sia pronta per un papa di colore’ sottolinea Berlusconi ritornando sul commento che fece sull’abbronzatura di Obama: ‘un complimento – assicura – dettato dall’invidia’.
































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