Aumento tassa cittadinanza, Zin (MAIE): “Emendamento PD ritirato, battaglia vinta. Ma non sarà l’ultima” [VIDEO]

“Il sen. Claudio Micheloni costretto a ritirare i suoi due emendamenti alla legge di bilancio 2018: voleva aumentare la tassa sulle domande di cittadinanza e porre un limite per il riconoscimento di questo diritto per i discendenti di italiani alla seconda generazione”

Sen. Claudio Zin, MAIE

A poche ore dall’annuncio del Sen. Micheloni (PD) della presentazione di suoi emendamenti alla legge di bilancio che andavano ad incidere negativamente sui diritti dei discendenti degli italiani che vivono all’estero, la comunità di italiani residenti in Sudamerica si era attivata attraverso la piattaforma on-line change.org per una raccolta di firme per esprimere netta contrarietà a questa iniziativa parlamentare.

Il sen. Claudio Zin (MAIE) dopo un colloquio col Presidente della V Commissione Tonini, e con il proprio capogruppo, ha rilasciato questa dichiarazione: “Sebbene le oltre 6000 firme raccolte in poche ore non avessero una valenza giuridica nel nostro sistema parlamentare, come senatore del MAIE, l’unico movimento politico culturale nato all’estero che difende i diritti degli italiani residenti nel mondo e dei loro discendenti, le avevo depositate in V commissione con l’intenzione di portare a conoscenza i colleghi senatori della volontà espressa dalla comunità che mi onoro di rappresentare”.

“Dopo una notte di lavori, all’alba di oggi, alle ore 4.45 del mattino, in V Commissione Bilancio del Senato, il sen. Claudio Micheloni – grazie a questa opera di convinzione e alla grande mobilitazione degli oriundi nella rete – è stato costretto a ritirare i suoi due emendamenti alla legge di bilancio 2018, con cui voleva aumentare la tassa sulle domande di cittadinanza e porre un limite per il riconoscimento di questo diritto per i discendenti di italiani alla seconda generazione”.

“Gli emendamenti in questione – ha spiegato il Sen. Claudio Zin – creavano una confusione infame, in quanto gli argomenti affrontati non avevano nessuna omogeneità con il testo della legge del bilancio dello stato in votazione in V Commissione. Una questione non di poco conto, se si pensa al sentimento di indifferenza, e purtroppo anche di insofferenza, manifestato dal Governo PD nei confronti delle nostre richieste in difesa dei (pochi) diritti degli italiani all’estero”.

“Il PD e i 4 eletti all’estero che hanno firmato sono quasi riusciti a confondere i cittadini residenti all’estero e a far concentrare l’attenzione su argomenti inconsistenti e irrealizzabili, solo per distrarre l’opinione pubblica per allontanare il focus sulle nostre reali necessità, che sono:

L’AUMENTO DELLE RISORSE DA DESTINARE ALLA RETE DIPLOMATICO-CONSOLARE PER MIGLIORARE I SERVIZI, E PER PROMUOVERE LA LINGUA E CULTURA,

tra le altre cose.

Dobbiamo stare molto attenti per due motivi: primo perchè 4 su 5 Senatori eletti all’estero in maggioranza sono orientati a limitare la trasmissione della cittadinanza e aumentare la tassa da loro inventata; secondo, perchè la maggior parte di questi potrebbe essere rieletta e dunque continuare nel parlamento in questa direzione nella prossima legislatura”.