Tangenti, il Pd chiede la testa di Lupi. Ma Ncd, ‘non deve dimettersi’. Lui, ‘resto dove sono’

"Renzi convinca Lupi a fare un passo indietro". In una intervista a Repubblica Stefano Fassina, uno dei leader della sinistra dem, chiede le dimissioni del ministro e un intervento sulle procedure d’appalto perché "il concentrato di potere sostanzialmente sottratto a controlli preventivi emerso al ministero delle Infrastrutture obbliga a un intervento drastico". E aggiunge: "Certamente va ricordato che Lupi non è indagato. Tuttavia emergono fatti per i quali è difficile non riconoscere che ha una diretta responsabilità politica" e "dovrebbe fare un passo indietro ed evitare una situazione oggettivamente insostenibile".

Un passo da compiere "con tutta la cautela, non solo nel caso di Anna Maria Cancellieri ma anche per Josefa Idem (e qui si trattava di una questione di minore rilievo politico) fu riconosciuta l’opportunità di lasciare l’incarico". E conclude: "Il presidente del Consiglio credo abbia chiara la gravità della situazione e ritengo che dovrebbe convincere Lupi ad assumersi le sue responsabilità", "bisogna chiarire prima la vicenda senza arrivare alle mozioni".

Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd, in una intervista al Messaggero nella quale sottolinea, sulla vicenda Lupi, che "da parte nostra c’è una sollecitazione molto forte alla chiarezza e alla trasparenza. Abbiamo chiesto al ministro Lupi di riferire subito in Parlamento, una richiesta che viene sia dal nostro gruppo che dall’opposizione", Ma sottolinea, citando il caso Cancellieri, che "a volte, per le dimissioni è sufficiente una responsabilità oggettiva".

NCD, “LUPI NON DEVE DIMETTERSI” Nunzia De Girolamo, capogruppo Ncd alla Camera, intervistata dal Corriere della Sera sostiene che Lupi non deve dimettersi "perché, come successe a me, non ha contro la magistratura ma il solito fango mediatico". "Io, come Lupi, non ero indagata. Mentre chi mi intercettò abusivamente oggi è rinviato a giudizio. Sì, mi dimisi. Nella solitudine più totale. Anche i miei genitori lo seppero da Sky", ma "lo rifarei cento volte. Ero sola. Il mio governo era debole e non mi difese. E io volevo tutelare la mia dignità. Ero diventata lo strumento per attaccare Letta e farlo cadere".

Tornando sull’inchiesta sulle grandi opere che vede citato il figlio del ministro sottolinea che "il venticello del sospetto non basta. Sono sicura che chiarirà". E su Renzi dice: "Non faccia a Lupi quello che ha fatto a me. Anzi mi aspetto proprio che lo difenda e che ci metta la faccia. Perché il suo è un governo forte, che ha superato la linea del giustizialismo, ha messo al governo indagati, ha candidato De Luca sul quale incombe la legge Severino. Mi auguro che prosegua in questo senso. Però se Lupi si dimettesse penso che tutto l’Ncd dovrebbe uscire dal governo", "un’opinione del tutto personale. Abbiamo tenuto in piedi questa maggioranza nel bene e nel male. Mediando su tutto. Anche su cose su cui non eravamo totalmente d’accordo. Non siamo usa e getta".

LUPI SI DIFENDE, DARO’ RISPOSTE IN PARLAMENTO "Ognuno sa cosa ha fatto o detto e ribadisco di non avere fatto mai pressioni per chiedere l’assunzione di mio figlio, quindi non ci puo’ essere nessuna interccettazione". Cosi’ il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, a margine dell’inaugurazione di Made Expo, incalzato dai giornalisti. "Ritengo che non sia corretto farlo e mio figlio non ha nessun bisogno di raccomandazioni. Credo giusto che io debba dare tutte le risposte politiche vista la responsabilita’ del mio ministero sulle grandi opere e sulle domande piu’ puntuali sulle intercettazioni, quindi – ha aggiunto – questo mi sembra doveroso e questo deve essere fatto nel luogo deputato, cioe’ in Parlamento".  

Sulla possibilita’ che la maggioranza si possa spaccare sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, Lupi ha detto: "bisogna spiegare e poi tirare le conseguenze, quindi si spacchera’ se quello che uno dira’ e’ convincente o meno".

Infine, Lupi ha sottolineato che "chiedero’ scusa alla mia famiglia, agli amici e a chi crede in me se fosse riscontrato un gesto sbagliato o irresponsabile, ma finche’ ritengo che non ho fatto nulla resto dove sono".

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