Storace (La Destra), ‘tanti astenuti a causa di un sentimento popolare di rifiuto della politica’

“Quando decine di milioni di italiani non vanno a votare, e’ evidente che c’e’ un sentimento popolare di rifiuto della politica. Rifiutano la nuova politica da ansia da prestazione di Matteo Renzi; manifestano delusione verso il centrodestra; non si fanno incantare da Beppe Grillo: stanno tutti sulla riva del fiume, come dice il vecchio adagio cinese". Lo scrive stamane il leader de La Destra, Francesco Storace, sul sito del partito.

"Occorre evitare di offrire cadaveri alla marea. O almeno far capire che non c’e’ un mondo morto. Il centrodestra deve rivitalizzarsi. Tentando di capire chi sono gli interlocutori di Berlusconi e Forza Italia, da cui inevitabilmente si riparte, se davvero si vuole rappresentare degnamente e non per gioco l’alternativa alla sinistra. Il cavaliere ha gia’ fatto la prima mossa in direzione della Lega, che non a caso e’ un partito che ha dimostrato di non temere quorum di sorta.

Quello europeo Salvini lo ha superato gagliardamente, con una campagna elettorale di livello, pur se limitata dalla fatica di dover risollevare un movimento che non e’ stato esattamente estraneo al potere. Ma ce l’ha fatta e tanto di cappello. Consentendo anche a Forza Italia di correggere l’errore di quel voto parlamentare (peraltro non decisivo) sul l’immigrazione clandestina: il referendum e’ penitenza del peccato. Verra’ il tempo per discutere con gli altri soggetti politici, anche se a me sembra che ci sia una repulsione profonda verso Alfano e soci.

Ncd ha avviato un dibattito interno che sara’ lacerante, ma francamente fa sorridere chi pensa di poter dettare condizioni al centrodestra dovendo invece accendere un cero all’Udc per aver agguantato quei pochi seggi europei. Si illude chi pensa di poter dialogare mentre governa con Renzi. Quando buttate giu’ il governo?

Poi c’e’, o ci sara’, Fratelli d’Italia. Esaurita l’esperienza elettorale de La Destra, avevano un’autostrada avanti e poche liste in competizione sulla scheda elettorale. Mancato l’obiettivo del quorum, Meloni e i suoi devono scegliere il percorso: stare nel centrodestra o veleggiare in autonomia dalla coalizione, che e’ la strada piu’ complicata. Per farlo, devono parlare con tutti. Anche con chi gli sta antipatico.

Poi, c’e’ proprio Forza Italia. Il dibattito sulle primarie sta creando polemiche, e alla fine chi fa politica lo considera anche normale. Spero che poi si discuta pure di contenuti, perche’ e’ il messaggio che deve tornare a richiamare in servizio quegli elettori che hanno disertato le urne stravaccandosi sulla riva del fiume. L’opposizione intransigente al governo delle tasse; la battaglia per la sovranita’; il contrasto all’immigrazione clandestina; il rifiuto di una cultura relativista possono rappresentare l’elemento per mobilitare di nuovo decine di milioni di italiani. Non si perda l’occasione. Le elezioni politiche potrebbero esserci nel 2018 o al primo conflitto tra Renzi e i suoi deboli alleati di governo. Occorre essere preparati. E con un partito in grado di raccogliere consensi nel territorio".

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