Sicilia, il Pd ‘sfiducia’ Lombardo e apre all’Udc

La foto di Vasto si scolora non solo a Roma, dove va in scena lo scontro tra di Pietro e Bersani ma anche in anche in Sicilia, dove parte la corsa in ‘solitario’ di due big del centrosinistra: Claudio Fava (Sel) e Rosario Crocetta (Pd). Entrambi lanciano la propria candidatura alla presidenza della Regione, proprio mentre il Pd, con un documento approvato a maggioranza (67 si, 3 no e un astenuto) dalla direzione regionale del partito, ‘sfiducia’ Raffaele Lombardo, impegnando il proprio gruppo parlamentare a predisporre la mozione contro il governatore. Per avviare ‘la svolta politica’, i democratici aprono ufficialmente all’Udc nel tentativo di trovare anche l’accordo per le regionali di ottobre, sempre che Lombardo mantenga la promessa di dimettersi a fine luglio per andare cosi’ al voto anticipato. Replica Lombardo: ‘Capisco che nella patria di Pirandello non c’e’ da meravigliarsi di alcunche’, ma la storia della mozione di sfiducia del Pd contro il governo del quale hanno fatto e continuano a fare parte assessori tecnici di suo riferimento e’ veramente una farsa’ La corsa al dopo-Lombardo e’ cominciata, anche se in un contesto politico ancora frammentario con i partiti tradizionali in crisi d’identita’. A rompere gli indugi ci ha pensato Fava, in campo ‘senza la mediazione dei partiti’.

‘Non offro la mia candidatura, mi candido e basta’, taglia corto l’ex eurodeputato. Il modello politico e’ quello che ha consentito a Leoluca Orlando di vincere a Palermo, contro tutto e tutti. ‘Ho contribuito a fondare Sel, ma questa candidatura prescinde anche dal mio partito’ spiega Fava, spinto a candidarsi con un appello firmato da un gruppo di intellettuali e scrittori. Lo fa mandando in soffitta anche le primarie: ‘Non sono una liturgia o una ricetta ma una occasione, difficile immaginarle con chi, come il Pd, ha appoggiato Lombardo e poi ai siciliani non frega nulla dei visti dei partiti’. Domani si riunira’ l’assemblea di Sel, quasi certo il sostegno al suo dirigente. Sempre da sinistra, conferma la propria candidatura (l’ufficializzazione sara’ la prossima settimana) Rosario Crocetta, eurodeputato Pd ed ex sindaco antimafia a Gela. A sostenerlo, in questa fase, ci sono due gruppi sorti su Facebook: ‘Crocetta presidente’ e ‘Adesso si’, in totale gia’ 7.500 adesioni. ‘La mia candidatura nasce dal basso’ chiarisce Crocetta, che bolla Fava come ‘un unto dal Signore’. ‘Quello dell’appello degli intellettuali e’ un metodo vecchio, lo usava il Pci e Fava sembra un tardo-comunista’. E’ certo che ‘almeno il 70% del Pd’ e’ con lui. ‘So di urtare i giochi dei palazzi e delle lobby – incalza Crocetta – come quella che sostiene la candidatura del segretario dell’Udc Gianpiero D’Alia’. L’Udc e’ il partito verso cui guarda la maggioranza del Pd per costruire nuove alleanze. I democratici chiederanno all’Udc di votare insieme all’Assemblea regionale siciliana la mozione di sfiducia a Lombardo, primo passo verso l’intesa per le regionali. D’Alia, dal canto suo, stoppa la fuga in avanti dei candidati in solitario. ‘Non partecipiamo alla lotteria’ delle candidature e delle alleanze che ci sembrano sinceramente uno schiaffo ai problemi dei siciliani, prima dei nomi vengono i contenuti della futura azione di governo’. Storce il naso anche il senatore e coordinatore di Idv in Sicilia, Fabio Giambrone: ‘Si accavallano autocandidature, del Pd e di Sel, che sembrano non avere compreso quanto accaduto a Palermo e cioe’ il netto rifiuto degli elettori di ogni ambiguita’ nelle alleanze e di logiche vecchie d’apparato dietro finte novita”.

Ma altri nel Pd sono pronti a candidarsi, come il senatore Vladimiro Crisafulli. ‘Non e’ tempo di nomi’, afferma pero’ il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, uscito vincitore prima dall’assemblea (ha bloccato una mozione di sfiducia nei suoi confronti) e poi dalla direzione del partito. Lupo lavorera’ alla ricomposizione del centrosinistra (compito arduo) e allargare ai moderati. Porte aperte anche a chi sta voltando le spalle a Lombardo, come l’ex Mpa Carmelo Lo Monte, con un passato politico in Democrazie europea e Udc.

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