Referendum, un Sì nonostante Renzi

Da alcuni giorni si è rafforzata l'area del Sì nonostante Matteo, di chi ha deciso di votare Sì al referendum “anche se il premier e il suo governo non hanno dato risposte convincenti ai problemi del Paese”. Ma la riforma "è un passo avanti"

Il 4 dicembre si avvicina. Anche questa settimana sarà densa di dibattiti, di strascichi di polemiche, dei soliti scontri in tv e di interviste sui giornali. Dallo scorso venerdì è vietato pubblicare i sondaggi. Gli ultimi diffusi sentenziavano la vittoria del No. Una forbice tra i 3 e i 5.5 punti percentuali. Sono dati che non considerano il voto degli italiani all’estero – circa 4milioni di elettori – e un circa 40 per cento di indecisi. La partita, insomma, è ancora aperta.

Durante queste settimane ItaliaChiamaItalia ha ricevuto tante lettere, email, messaggi sui social. Gli italiani, quelli residenti in Italia e quelli che vivono oltre confine, sono arrabbiati. Tutti. È forte l’aria del No, non c’è dubbio. Ma abbiamo potuto notare che da alcuni giorni si è rafforzata anche l’area del Sì nonostante Matteo, di chi ha deciso di votare Sì al referendum “anche se il premier e il suo governo non hanno dato risposte convincenti ai problemi del Paese”, spiegano. Questi elettori, però, riconoscono che la riforma è comunque un primo passo nella direzione di un cambiamento necessario per accelerare il processo legislativo e ridurre per quanto è possibile gli sprechi.

Si iscrivono al partito del Sì nonostante Matteo anche tanti connazionali residenti oltre confine. Ne abbiamo incontrati molti, nel mondo reale e in quello virtuale, in questi mesi di campagna elettorale. Elettori del Movimento 5 Stelle che non approvano una virgola di ciò che ha fatto Renzi in mille giorni di governo dichiarano, in privato e delle volte persino in pubblico, di essere favorevoli alla riforma. Succede la stessa cosa, in misura ancora maggiore a dire la verità, nel campo del centrodestra più moderato. Tanti elettori di Forza Italia voteranno Sì turandosi il naso, consapevoli del fatto che, nonostante le dichiarazioni di qualcuno, il referendum è sulla riforma costituzionale e non sul governo Renzi. Chi vuole mandare a casa Renzi deve batterlo alle elezioni politiche.

Berlusconi dice che Renzi oggi è l’unico vero leader in Italia. Il Cav inoltre fa sapere che lo scenario migliore per lui sarebbe la vittoria del No ma di poco, perché altrimenti, se ci fosse una valanga di No, sarebbe la vittoria di Grillo e Salvini. Silvio è combattuto. In settimana sarà a Matrix e questa sera a Porta a Porta per parlare di referendum e per ribadire il No del suo partito. Eppure nessuno riesce a togliere dalla testa di certi elettori di Forza Italia che le riforme fatte da Renzi sono quelle che Berlusconi avrebbe sempre voluto fare e non è stato in grado di portare a termine. La sfida è sul filo del rasoio. Il 5 dicembre per l’Italia e per l’Europa sarà tutto come prima?