Placido Domingo, vorrei cantare un’opera con Riccardo Muti

“Stupendo che Muti torni alla Scala”. Successo del cantante in Oman, nostra musica vince

Placido Domingo

“E’ stupendo che il maestro Muti torni alla Scala” dove non ha mai piu’ diretto dal 2005 quando lascio’, a dir poco bruscamente, il ruolo di direttore musicale che ricopriva da 19 anni: parola di Placido Domingo che vorrebbe cantare in un’opera diretto da lui. Quello di farlo tornare a dirigere un’opera a Milano e’ anche il sogno del sovrintendente Alexander Pereira (si parla della Forza del destino), che per ora e’ riuscito ad averlo per due concerti (il 20 e il 21 gennaio, gia’ entrambi sold out) sul podio della Chicago Symphony Orchestra con cui sta facendo una tourne’e in Europa.

“E’ stupendo che il maestro Muti torni alla Scala e magari faccia un’opera. Sarebbe stupendo e a me piacerebbe tantissimo cantare con lui”, ha aggiunto Domingo reduce da due concerti in Oman nella doppia veste di cantante e direttore con l’orchestra sinfonica di Brescia e Bergamo. Certo, si e’ lasciato sfuggire, non si capisce quanto succede alla Scala.

“Sono 48 anni che ho fatto il mio debutto alla Scala – ha raccontato – e parallelamente c’era il maestro Abbado e non hanno chiamato il maestro Muti. Poi quando Muti e’ venuto alla Scala non hanno piu’ chiamato Abbado. Io non capisco questo. Un teatro come la Scala avrebbe dovuto avere Muti, Abbado e Barenboim e tanti altri” insieme. Chi riesce ad attirare un numero di star internazionali importante e’ il nuovo teatro dell’opera della capitale dell’Oman. Proprio sul podio quattro anni e mezzo fa, Domingo ha diretto la Turandot di Puccini all’inaugurazione della Royal Opera House di Muscat con l’Arena di Verona. Da allora il teatro ha ospitato i piu’ grandi artisti della lirica.

“In Italia – ha osservato Domingo – in quasi ogni citta’ importante c’e’ un teatro d’opera. Da li’ tutto questo e’ iniziato piu’ di 400 anni fa. Ora questi Paesi arabi hanno pensato sia importantissimo e anche in Cina ci sono teatri d’opera perche’ si vede che la cultura, la nostra musica, occidentale, ha guadagnato e vinto ed e’ dovunque internazionale”.