PdL, Bonaiuti: Partito cresce nei sondaggi, siamo al 24%

Paolo Bonaiuti, esponente di punta del Popolo della Libertà, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, in una lunga intervista pubblicata sul numero di marzo del mensile free press Pocket, spiega di vedere "molta continuita’, un filo logico tra l’attivita’ del nostro governo e questo dei tecnici. Del resto, in natura, nella vita, in politica, nulla si crea e nulla si distrugge".

"Abbiamo deciso di scartare l’ipotesi di un ritorno alle urne per il bene del Paese", sottolinea Bonaiuti, che aggiunge: "Il Presidente Berlusconi ha fatto un passo indietro in maniera del tutto volontaria e responsabile, per l’interesse dell’Italia".

Il PdL, intanto, cresce nei sondaggi: "Gli ultimi sondaggi nazionali ci danno attorno al 24% in un momento di totale anti-politica. Non mi sembra male". E comunque i conti "si faranno al momento in cui si votera’ davvero su scala nazionale". Le amministrative sono sì un voto importante, ma locale e non politico.

L’alleanza con l’Udc di Casini? "Se son rose fioriranno. Tanto piu’ che stiamo andando verso la primavera".

Bonaiuti parla anche di legge elettorale: "Si andrà certamente nella direzione richiesta dagli elettori, pero’ la legge elettorale e’ una sorta di vestito che le forze politiche tentano di cucire all’ultimo momento. Quando c’e’ il vestito nuovo bisogna andare subito alle elezioni. Il guaio di trovare l’accordo sulla riforma elettorale e’ che ogni partito o coalizione cerca di ritagliarsi quel vestito che gli sta meglio, quello che permette di vincere".

Per quanto riguarda la crisi, "siamo presi nel vortice di una crisi finanziaria globale che ora sta colpendo e danneggiando l’economia reale. Contro una febbre cosi’ violenta occorreva un cocktail di tutti gli antibiotici possibili. Bisognava insomma unire le forze: noi e l’opposizione. Tutti insieme per reagire contro il mostro della crisi. Per fare questo occorreva un governo che avesse un sostegno trasversale con grande abbondanza di numeri. Ecco perche’ oggi votiamo tutti assieme questi provvedimenti, pur mantenendo nettamente distinte le nostre identità".

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