PdL, Alfano in pressing sulle riforme – di Margherita Genovese

A "Porta a Porta" il segretario del PdL costringe i telespettatori ad ascoltare, sia pure da un parterre di giornalisti di ottimo livello quali Sechi Verderami e Valentini, dissertazioni prettamente politiche sulle riforme costituzionali, che in questo momento possono apparire alla maggioranza dei cittadini non urgenti, rispetto ai tanti problemi del Paese. In realtà, a chi ha deciso di accantonare per un momento i pensieri, anzi, le preoccupazioni personali, per conoscere i dettagli di proposte ancora piuttosto vaghe, è stato possibile entrare nel cuore di una tematica che, contrariamente alle più stringenti considerazioni, ha un suo senso logico di concretezza e potrebbe contribuire a favorire, con il cambiamento, anche il superamento della situazione di stallo della nostra economia.

Alfano, che non ci sembra affatto la maschera di un replicante  amorfo come la sinistra lo ha voluto raffigurare da subito, ha saputo convincere sugli aspetti positivi di una riforma costituzionale possibile e auspicabile già in questa legislatura, confrontandosi civilmente anche con lo scettico giornalista di Repubblica, che chiedeva garanzie sicure sulla "non candidatura" di Silvio Berlusconi alla carica di presidente di una Terza Repubblica che risulti veramente di nuovo conio, e non di vecchi trucchi furbeschi.

Continuando a evitare qualsiasi sgambetto giornalistico teso a fargli tradire non solo con parole ambigue ma perfino con i muscoli facciali il suo mentore e mecenate, il segretario del Pdl, ormai aduso alle trappole, ha annunciato che in caso di approvazione del presidenzialismo alla francese, la legge sul conflitto di interessi sarà conseguente e immediata.

Avevamo trattenuto il respiro, e abbiamo provato sollievo e speranza alla notizia della presa di coscienza del partito del Cavaliere, e della risposta più adeguata alla provocazione di Valentini.

Perchè ormai l’abbiamo capito tutti: Berlusconi è stato crocifisso più di ogni altro politico al mondo, ma le sue corresponsabilità nella costruzione del personaggio scomodo e ingombrante dentro e fuori il Paese, sono enormi ed evidenti. Volendo vivere la sua vita come preferisce, e ne ha il sacrosanto diritto, è bene che prenda le distanze dalle cariche pubbliche e istituzionali che esigono sobrietà reale e apparente.

Il PdL cerca una nuova vita, il Cavaliere gliela conceda, mettendosi ufficialmente da parte.

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