Paolo Canciani lascia Forza Italia e sceglie il MAIE, “la vera casa degli italiani all’estero”

“L’ultimo tradimento è stato l’emendamento che permette la candidatura all’estero, cioè a casa nostra, di connazionali italiani d’Italia, cioè residenti nella madrepatria”

Paolo Canciani entra nella grande famiglia del MAIE

Da sempre ormai, noi che viviamo la diaspora italiana nel mondo, amiamo dire, scherzando o celiando, “i veri italiani sono coloro che vivono all’estero”, o ancora, “siamo noi emigrati italiani nel mondo, la parte migliore dell’Italia”.

Dopo oltre 40 anni di emigrazione e dopo oltre vent’anni di lotte per tutelare questo mondo tricolore diffuso all’estero, e dopo una decade e più di appartenenza a Forza Italia o comunque al Popolo della Libertà o più semplicemente nel centrodestra, ho deciso di “emigrare” al MAIE, non un partito nel senso tradizionale del termine, bensì un movimento che, essendo “emigrante” come noi (è nato infatti in Argentina per volontà di un “collega dell’emigrazione” come l’on. Ricardo Merlo), vuole tutelare la nostra identità ed i diritti di noi italiani all’estero.

Per anni ho sperato che dall’interno della politica-partitica italiana tradizionale, sia essa di destra o di sinistra, si potesse raggiungere questo obiettivo.

Mi ero illuso: il fallimento è sotto gli occhi di tutti dal lontano 2006.

L’ultimo tradimento è stato l’emendamento che permette la candidatura all’estero, cioè a casa nostra, di connazionali “italiani d’Italia”, cioè residenti nella madrepatria.

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Un emendamento passato con il voto “anche” dei nostri rappresentanti eletti all’estero, anche in Canada ed anche negli States.

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Un tradimento. L’ennesimo? No, cari amici, soltanto la testimonianza che chi abbiamo “elevato” al parlamento o al Senato, era semplicemente un invertebrato. Gli spifferi che continuano a trapelare dalle finestre di tutti i partiti purtroppo tendono ad aumentare e l’ho constatato nuovamente in questi giorni di “frenesia elettorale” e di “frenesia di candidature”.

Con la politica volevo chiudere, mi ci hanno tirato dentro quasi contro la mia volontà. Ora ho deciso di giocarmi quella che probabilmente sarà l’ultima carta di questo mio viaggio terreno. E lo voglio fare con la “dignità dell’emigrato”: per questo dico MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero, cioè “casa mia”. Ho accettato con entusiasmo la candidatura al Senato e per questo sono a chiedere ed a chiedervi di ricordare chi siamo e aiutarmi di conseguenza. Grazie.

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