Italiani nel mondo, PdL: rinvio elezioni di 2 settimane, altrimenti caos voto all’estero

"Poniamo con forza una questione che non riguarda l’una o l’altra forza politica, ma i diritti di tutti i cittadini italiani, in particolare di quelli residenti all’estero, e, conseguentemente, la regolarita’ dell’intera procedura elettorale, per evitare caos e contestazioni". E’ quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del Pdl. "Se la data del voto fosse quella ipotizzata del 17 febbraio – aggiune la nota-, piu’ di 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero potrebbero non vedersi recapitare in tempo utile i plichi contenenti le schede elettorali. Infatti, il complesso lavoro di ‘bonifica’ degli elenchi affidata ai Consolati esteri, che normalmente necessita di almeno quattro settimane, calcolando la data del voto al 17 febbraio, non lascerebbe il tempo necessario ad effettuare correttamente la convocazione degli aventi diritto al voto".

Per il Pdl "ne conseguirebbe un caos nei giorni del voto, che all’estero e’ ulteriormente anticipato di circa venti giorni, con decine di migliaia di cittadini italiani impossibilitati ad esercitare il loro diritto". "Di fronte a questo rischio di democrazia elettorale, il rinvio di una o due settimane, consentirebbe certamente agli uffici centrali ed esteri di poter operare in maniera precisa e puntuale, senza inficiare il corretto voto all’estero e conseguentemente per il rinnovo del Parlamento", conclude la nota.

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