Italiani all’estero, consiglieri CGIE Australia: chi li ha visti?

Da almeno dieci anni i rappresentanti del CGIE in Australia sono stati latitanti in ogni momento, stento anche a chiamarli "rappresentanti" perché purtroppo rappresentano solo loro stessi

Sento il profondo bisogno di scrivere queste righe per portare all’attenzione degli On. Merlo, Picchi, Pessina, la situazione vergognosa in cui versa la rappresentanza del CGIE Australia.

Da almeno dieci anni i rappresentanti del CGIE in Australia sono stati latitanti in ogni momento, stento anche a chiamarli “rappresentanti” perché purtroppo rappresentano solo loro stessi, dimenticandosi di tutti noi italiani residenti nella circoscrizione AAOA cui manca ogni tipo di informazione aiuto e difesa reale e d’immagine.

Basta chiedere durante un evento cosa sia il CGIE per rendersi conto che chi dovrebbe rappresentarci ed informarci su tutta una serie di attività svolte a favore della Nostra comunità è in realtà totalmente latitante.

Naturalmente, questi “rappresentanti” camminano a petto in fuori con modi arroganti quando parlano con la Nostra Comunità ma, e qui io mi vergogno per loro, non sono in grado di prendere nessun tipo di posizione quando c’è da difendere l’Italia ed il Made in Italy.

Sì, perché, un esempio per tutti, durante l’attacco ricevuto qualche anno fa da media nazionali Australiani, riguardo il trattamento dei lavoratori che raccolgono i nostri pregiati pomodori, la TV nazionale diede degli schiavisti alla Nostra Nazione/Governo per lo sfruttamento, secondo loro dei lavoranti in agricoltura!

Beh… io mi sarei aspettato una reazione quantomeno, se non guerrigliera, ferma e dura, ma questo come da copione non è avvenuto, perché chi ci rappresenta e dovrebbe rappresentare l’Italia e tutelarne anche l’immagine non ha mosso un dito.

Chiudo citando un vecchio proverbio: “Annaffiare un albero secco è una perdita di tempo e di acqua”. E aggiungo che se non si vuole perdere definitivamente tutto, sarà meglio cambiare il sistema e cambiare passo per incominciare a far funzionare questo ente creato per dare risposte agli Italiani all’Estero.