Governo, Di Maio: “Nessun veto su Berlusconi”. Ora può succedere di tutto, Giorgetti premier? [VIDEO]

Forza Italia, “parole di Di Maio molto significative ai fini del nascente governo”. Riuniti i gruppi di Fi e Lega. Toti, “ho detto a Berlusconi che potremmo dall’opposizione guardare questa esperienza con critica benevolenza”

Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini entrano a Palazzo Grazioli per il vertice del centrodestra, 7 maggio 2018 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Luigi Di Maio compie l’ennesima giravolta. Il capo politico del Movimento 5 Stelle toglie il veto su Silvio Berlusconi. La capriola lui la spiega così: “Non e’ un veto su Berlusconi; e’ una volonta’ di dialogare con la Lega. Punto”. “Noi – spiega ai cronisti in Transatlantico – vogliamo fare un governo che preveda due forze politiche e non quattro. Perche’ lo abbiamo visto cosa succede quando si fanno i governi a quattro o a cinque forze politiche. Abbiamo detto: andiamo avanti insieme per un governo del cambiamento. Qual e’ il veto? Nessuno“.

E se governo non dovesse essere, allora elezioni. Prima possibile. “Sfido le altre forze politiche a votare un atto di impegno del parlamento che impegna il governo a fare un decreto che ci permette di andare a votare entro la fine di giugno”. “Noi dobbiamo valutare il voto il prima possibile in una campagna sprint che ci consenta di arrivare alle elezioni politiche con un ballottaggio”.

“Il Pd e’ andato da Fico a dire che c’era un dialogo senza aver consultato tutti e poi Martina che si e’ piegato ai diktat renziani, e in fondo c’e’ Berlusconi”. Sono loro, secondo Di Maio, i veri responsabili del ritorno alle urne. “Se ci pensate, tutte queste persone possono decidere di andare in una direzione o in un’altra; invece sia Renzi, sia Salvini e di riflesso Martina hanno deciso di restare legati a Berlusconi. Facciano le loro scelte, io sono sempre stato onesto, con Berlusconi ci siamo sempre detti pubblicamente cosa pensavamo uno dell’altro, io sono stato anche invitato a pulire qualcosa a Mediaset…”.

Forza Italia prende atto delle dichiarazioni del capo dei grillini. Secondo Michaela Biancofiore, parlamentare FI e coordinatore regionale del Trentino Alto Adige, le sue parole sono “molto significative ai fini del nascente governo”, “doppie affermazioni di Di Maio su Berlusconi, che arrivano l’indomani del definitivo fermo diniego di Forza Italia ad appoggi esterni o passi di lato. Un segnale di distensione serio”.

“Mi sembra si sia finalmente ad un passo dalla formazione del governo scelto dai cittadini nelle urne il 4 marzo scorso, ovvero Centrodestra unito -5 stelle, visto che non credo che il problema di Berlusconi sia la foto opportunity con Di Maio”.

Palazzo Chigi, sede del governo italiano

Nel momento in cui scriviamo Matteo Salvini sta incontrando i gruppi di Camera e Senato, dopo avere incontrato Di Maio in tarda mattinata. Forse c’è uno spiraglio. Anche se il leader del Carroccio mette in guardia i parlamentari: “Dovete disdire le vacanze, il voto anticipato è molto probabile“.

“Si è aperto uno spiraglio, per questo abbiamo chiesto altre 24 ore al Quirinale”. Ma se non dovesse andare col M5S, “tenetevi pronti a tornare al voto. Tanto siamo gli ultimi a perderci, abbiamo solo da guadagnare” da un ritorno alle urne. Con i suoi, il leader della Lega non si sarebbe inoltrato sui termini dell’intesa con i 5 stelle, che appare ormai sempre più vicina, né, lasciando il Palazzo, ha voluto rispondere alle domande dei cronisti circa l’incontro con Di Maio.

Un messaggio al Cavaliere arriva anche dall’amico Umberto Bossi: “Berlusconi faccia partire il governo e poi deciderà provvedimento per provvedimento. Gli conviene. Se fossi in lui, io farei così”. Il mancato riconoscimento da parte del Movimento 5stelle a Berlusconi? “Se lo può conquistare sul campo”, replica il Senatur.

Giovanni Toti è tra coloro che hanno sentito Berlusconi nelle scorse ore: “Il tema è che Lega e M5S hanno i voti per un accordo di Governo, a cui Forza Italia non parteciperà con un appoggio esterno. Ma il che non vuol dire che non si possa guardare a questa esperienza di un nostro socio strutturale da 20 anni con critica benevolenza. Una specie di astensione benevola. Dopodichè vedremo cosa faranno. Ho cercato di spiegare a Berlusconi che sarebbe un governo di cui non facciamo parte, ma dall’altro lato aiuteremmo Mattarella. Soprattutto se fosse guidato da Giorgetti”.

Proprio il nome di Giorgetti in queste ore sarebbe il più accreditato per la poltrona da premier.

I senatori di Forza Italia, all’unanimità, “si affideranno totalmente alle decisioni che ovviamente dovrà assumere nelle prossime ore Berlusconi” per superare lo stallo parlamentare. Questo è ciò che viene fuori dall’incontro in svolgimento a Palazzo Madama tra i senatori di Forza Italia, organizzato proprio per superare lo stallo politico e arrivare a una proposta di governo. “Su proposta del capogruppo Bernini, il gruppo è stato unanime su questa decisione”, filtra dall’incontro.

Sarà dunque governo Lega-M5S, con Forza Italia all’opposizione? Renato Schifani, senatore azzurro, al Tg1 dichiara: “Il presidente Berlusconi e Forza Italia hanno sempre improntato la loro azione politica al senso di responsabilità, anteponendo agli interessi di partito quelli del Paese. Ma non ci si può chiedere di votare la fiducia ad un governo e nello stesso tempo non farne parte. Continueremo a lavorare per dare governabilità al Paese, ma senza veti e preclusioni. Ed un ricorso alle urne estivo sarebbe il peggior danno che potessero subire gli italiani. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.

Che accadrà? Lasciando la riunione dei parlamentari della Lega al palazzo dei gruppi della Camera con Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio commenta: “Può succedere di tutto. Abbiamo ancora 24 ore”.

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