Gasparri, “nel centrodestra tutti vogliono fare il premier”

“Ce ne sono cinque o sei nel centrodestra. Poi fanno mosse strategiche sbagliate e si mettono contro dei pezzi d'Italia”

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, sulla divisione del centrosinistra: “Le divisioni toccano tutti a parti alterne. Quelli di sinistra hanno un’incomprensibilità nel linguaggio e nei contenuti. Anche noi abbiamo dei contrasti, ma si capiscono. Salvini vorrebbe fare il capo, è un’aspirazione legittima anche se è difficile che avvenga. Lì invece non si capisce cosa succede. Io stesso faccio fatica a capire in cosa Pisapia sia diverso da Speranza. Perchè c’è così tanta attenzione alle vicende del centrosinistra? E’ una follia! C’è un mondo dell’informazione infiltrato dalla sinistra. La sinistra nell’informazione è parte primaria dell’autolesionismo della sinistra. Pisapia quanto vale? Chi rappresenta? Ieri sera tutti i telegiornali parlavano di loro mentre c’erano un milione di persone in piazza in Catalogna dando priorità a Speranza e Pisapia rispetto a questa notizia. Ciò accade perché chi fa le scalette è di sinistra e quindi vive queste cose come la malattia di un caro congiunto. Confondono ciò che interessa a loro con ciò che interessa davvero alla gente”.

Sul centrodestra: “Tutti vogliono fare i presidenti del consiglio”, dice a Radio Cusano Capus. “Ce ne sono cinque o sei nel centrodestra. Poi fanno mosse strategiche sbagliate e si mettono contro dei pezzi d’Italia. Non devono esserci protagonismi individuali assimilabili ai Pisapia e agli Speranza. Ci sono molti aspiranti presidenti del consiglio nel centrodestra. Non lo diventeranno mai ma si agitano come se dovessero diventarlo domattina”.

Sul Movimento Cinque Stelle: “Se noi siamo uniti siamo decisamente in vantaggio rispetto ai Cinque Stelle, alla fine avremo almeno dieci punti in più. Non è un derby, è come Roma-Verona di qualche settimana fa”.

Sullo Ius Soli e gli scioperi della fame: “Anche Renzo Piano ha aderito allo sciopero della fame? Per ora ho visto che fa lo sciopero del Senato. Da quando è stato nominato senatore a vita è venuto qui due o tre volte al massimo. Per quanto riguarda gli altri, Delrio è andato alla sagra del tartufo. E quando ha aderito Rosi Bindi noi siamo cresciuti dell’uno per cento. Rosi Bindi in sciopero della fame ci fa crescere dell’uno percento. Delrio non lo conosce nessuno, quindi sposta poco. Aspettiamo D’Alema e Renzi che facciano lo sciopero della fame così cresciamo ancora di più”.

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