Europee, Berlusconi alle prese col nodo candidature: i suoi figli in campo?

Le elezioni europee si avvicinano e Silvio Berlusconi è ancora alle prese con il nodo che riguarda le candidature azzurre. Si rincorrono le voci che parlano di una possibile “discesa in campo” di uno dei figli del Cavaliere. Ma secondo i soliti bene informati l’uomo di Arcore non ha alcuna intenzione di bruciare Marina, Barbara o Pier Silvio, che insieme rappresentano il core business del suo impero. Eppure non pochi sono convinti che fino all’ultimo momento (il 15 aprile, termine di scadenza per la presentazione delle schede elettorali) non possono essere escluse sorprese.

La verità è che Silvio ragiona da solo, chiuso nel proprio quartier generale di Arcore, e nessuno ha davvero chiaro cosa abbia in testa. E’ solo, mister B: tanto che è saltato persino il pranzo con i suoi cinque eredi, che si sarebbe dovuto tenere oggi e che probabilmente è stato rimandato a lunedì. Come ogni inizio di settimana, il leader di Fi fara’ il punto della situazione con i vertici dell’azienda e con i figli sulle prossime strategie politiche. E questa potrebbe essere l’occasione per un chiarimento su chi avra’ il ruolo di ‘leader di famiglia’ in futuro e chi controllera’ il partito dopo il 10 aprile, quando i giudici di Milano decideranno se affidare l’ex premier ai servizi sociali o relegarlo agli arresti domiciliari con l’agibilita’ politica molto ridotta in piena campagna elettorale per Bruxelles.

Insomma, per adesso il Cav prende tempo. Questa settimana potrebbe essere quella decisiva. L’unica cosa certa e’ che Giovanni Toti, consigliere politico del presidente di Fi, correra’ nel Nord-Ovest e che nel simbolo elettorale ci sara’ il nome di Berlusconi, considerato dai sondaggi un’arma vincente alle elezioni. Ancora in forse invece le candidature di Fitto, Scajola, Carfagna, Martino.

Berlusconi anche recentemente ha assicurato: io capolista alle Europee. Ma nel cerchio magico intorno al Cav c’è chi dice no alla sua candidatura. Scajola, per esempio, spiega: “è più probabile che le persone che hanno più radicamento sul territorio diano un contributo di mobilitazione maggiore”.

Intanto il clima da campagna elettorale è palpabile. Maurizio Gasparri, Forza Italia, vice presidente del Senato, in una nota spiega: “Chi vota Renzi vota i nemici dell’Italia”, e ribadisce il “totale sostegno a Berlusconi”, che “è stato il primo a denunciare le follie europee. Ne ha pagato un prezzo. Ma aveva ed ha ragione. Cambiare l’Europa, attaccare il fiscal compact e altre scelte sbagliate, questa la priorità di Forza Italia. Chi vota Berlusconi difende l’Italia. Campagna decisa, attiva e combattiva, senza inutili risse interne, senza protagonismi dannosi – aggiunge -. Ma anche creando organi politici che diano alla discussione una sede ordinaria. Riforma del Senato, legge elettorale, economia ed altri temi impongono scelte continue e chiare. Partito e gruppi parlamentari devono agire in modo incisivo attivando tutti gli organi necessari, mentre i club si confermano strumento fondamentale per l’azione sul territorio". La sfida delle Europee è già cominciata.