Caso Tarantini, Berlusconi in procura a Napoli entro dieci giorni

Il caso Tarantini continua ad occupare un importante spazio sui giornali italiani. Soprattutto in vista del colloquio – in qualità di testimone – che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrà tenere con i magistrati della Procura di Napoli, davanti ai pm Piscitelli, Woodcock e Curcio. La data di questo incontro dovrebbe essere resa nota domani, secondo uno dei legali del premier.

Ricordiamo che Berlusconi in questo caso sarebbe vittima, secondo gli inquirenti, di una presunta estorsione da parte dell’imprenditore pugliese Tarantini, di sua moglie Angela Devenuto – che si trova al momento agli arresti domicialiari – e dell’ex direttore de L’Avanti, Valter Lavitola (radiato nei giorni scorsi dall’albo dei giornalisti).

In ogni caso il premier dovrà essere sentito entro dieci giorni, ha chiarito la procura di Napoli. Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere, ha in queste ore un gran da fare per cercare di trovare spazio nell’agenda di Berlusconi, il quale ha già chiarito: "In questa vicenda non c’entro nulla, e non c’è alcuna estorsione, ho solo aiutato una famiglia così come ho fatto tante altre volte". Ma chi indaga è convinto che il tesoro – si parla di oltre 800mila euro – sia servito a tappare la bocca a Giampi Tarantini, che sapeva troppo – in particolare su ciò che riguarda i festini del premier con delle belle ragazze – e avrebbe parlato se non fosse stato aiutato dall’uomo di Arcore.

Intanto i magistrati di Napoli continuano a lavorare al caso: stanno cercando di capire soprattutto quale sia stato il giro di soldi, quale il flusso dei quattrini. Presto, ci saranno altri interrogatori, dai quali potrebbero venir fuori altre notizie che probabilmente non aiuteranno Silvio Berlusconi nella sua scalata al consenso popolare al quale è da sempre tanto affezionato.

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