Buttiglione vuole mandare Silvio in pensione: ma lui è una cozza dei palazzi romani

Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, intervistato alla "Zanzara" su Radio 24 si è detto convinto della necessità di formare un nuovo partito: "Dobbiamo fare un partito nuovo, e in questo partito verra’ anche un sacco di gente del Pdl. Almeno i due terzi del Pdl, basta guardare quanti di loro votano a favore del governo Monti. Non siamo solo noi i moderati”. "O almeno – prosegue – vengano in un governo di grande coalizione, magari con un partito loro, escludendo pero’ quelli che sputano sul governo Monti". Compreso l’ex premier Berlusconi? "Berlusconi ha raggiunto l’eta’ della pensione secondo tutti i criteri, ha superato anche l’eta’ pensionabile – dice Buttiglione -. Anche Kohl in Germania si e’ ritirato. Lo faccia anche Berlusconi. Se lo merita". Ai giardinetti? "Credo che lui preveda altri divertimenti", risponde Buttiglione.

E così il presidente dell’Udc chiede al Cav di andare in pensione: ma perché in pensione non ci va direttamente lui? Come si fa a parlare di rinnovamento con uno come Buttiglione, attaccato negli anni ai palazzi del potere come una cozza?

Il presidente Udc torna sul tema spread: “Avevo ragione quando dicevo che Berlusconi valeva 300 punti di spread. Senza di lui siamo arrivati anche a 300 punti in meno. Poi e’ risalito perche’ c’e’ stata la crisi greca". Sul Pd Buttiglione conclude: "Il tempo delle coppie gay non potrebbe mai fare parte di un programma di governo comune. Col Pd non abbiamo ancora fatto una coppia di fatto ma la faremo, tra moderati e riformisti".

Alle dichiarazioni di Buttiglione rispondono vari esponenti del PdL. Il primo è Fabrizio Cicchitto, capogruppo azzurro alla Camera: “I deliri di Buttiglione non servono a niente; anzi, servono purtroppo solo a creare confusione e a coprire lo spostamento a sinistra dell’Udc".

Si fa sentire poi anche Guido Crosetto: “Buttiglione, un simpatico ed attempato intellettuale e filosofo, parla di strategie politiche, di rinnovamento, di economia e addirittura di spread. Sulla politica siccome tutti possono dire di tutto non commento. Sul rinnovamento della politica la credibilità delle sue parole è inversamente proporzionale al tempo da lui passato in vari parlamenti. Sull’economia e gli spread, gli suggerisco un breve corso almeno alla mitica radioelettra". "Lui – conclude Crosetto – è quello che aveva pronosticato dopo le dimissioni di Berlusconi una discesa di 300 punti dello spread, abbia almeno il buon gusto di tacere sull’argomento. Su altri temi ha autorevolezza, ma di temi economici lasci parlare altri".

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