Berlusconi assolto, Silvio: ‘torno in campo, per un’Italia migliore’ (VIDEO)

La notizia politica del giorno è certamente l’assoluzione definitiva di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Ruby. L’ex premier è arrivato a Roma nel tardo pomeriggio e ha trovato un centinaio di giovani di Forza Italia radunati davanti Palazzo Grazioli per festeggiare l’assoluzione del proprio leader. Sventolano bandiere di Forza Italia e alcuni di loro espongono un maxi striscione con la scritta ‘Forza Silvio’. Ad accogliere il Cav ci sono deputati e senatori. Tra i primi ad arrivare Marcello Fiori, coordinatore nazionale dei club ‘Forza Silvio’. L’ingresso dell’edificio è pieno di giornalisti, cameramen e tv, il traffico in via del Plebiscito continua a defluire regolarmente.

Tra i tanti arriva anche il fratello di Silvio, Paolo: “Sono felice. Silvio tornato in campo? Non e’ mai andato via. E’ stato fatto fuori, ma lui c’e’ e continuera’ a lavorare. Se torniamo al ’94 ci sono stati tanti tentativi di golpe", spiega il fratello del Cavaliere. Il problema della Severino? "C’e’ un sindaco del Pd che sta facendo bene… E comunque quella legge non vale solo per lui…", aggiunge riferendosi al caso De Luca. 

"Adesso speriamo che gli italiani si accorgano di quello che ci hanno fatto e che si possa recuperare qualcosa". Sono le prime parole pubbliche di Silvio Berlusconi, rivolte nel cortile di palazzo Grazioli ai giovani militanti di Forza Italia che lo hanno accolto festanti. Poi aggiunge: "Voi siete il futuro, il futuro e’ nelle vostre mani. Noi vecchietti possiamo dare suggerimenti, io ho la saggezza che mi deriva da una vita intensa".

SILVIO IN PRIMA LINEA "Ringrazio i magistrati": parola di Silvio Berlusconi. L’assoluzione definitiva nel processo Ruby fa uscire dalla bocca dell’ex premier (che era accusato di concussione e prostituzione minorile) la dichiarazione che non ti aspetti, soprattutto guardando agli ultimi venti anni. In attesa delle motivazioni, che arriveranno entro 90 giorni, e comunque non prima di 30, leggendo nelle pieghe della dichiarazione si percepisce però tutto il peso della guerra politico-giudiziaria che ha caratterizzato la storia recente del nostro Paese, in cui Berlusconi sente di aver vinto quest’ultima battaglia: "Finalmente la verità. Oggi è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto – scrive il leader di Forza Italia -. Non avendo mai avuto nulla da rimproverarmi, ero certo che le mie ragioni sarebbero state riconosciute. Rimane però il rammarico per una vicenda che ha fatto innumerevoli danni non solo a me, alla mia famiglia e alle altre persone innocenti coinvolte, ma a tutti gli italiani, alla vita pubblica del nostro Paese e alla nostra immagine nel mondo”.

Berlusconi ringrazia gli avvocati “che mi hanno assistito, le persone care, i miei amici e collaboratori che mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto in questi anni. Ringrazio i leader politici di tutto il mondo, e i milioni di italiani di tutte le fedi politiche, che mi hanno testimoniato stima e rispetto e che non hanno creduto al fango che è stato gettato addosso alla mia persona ma anche alle istituzioni della Repubblica".

"Ringrazio naturalmente i magistrati – aggiunge Berlusconi – che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare dalle pressioni mediatiche e dagli interessi di parte. Quello che in altri paesi sarebbe scontato in Italia è una prova di coraggio e di indipendenza che merita rispetto e ammirazione". E poi, a più di venti anni dalla prima discesa in campo del 1994, per l’ex Cav inizia adesso una nuova fase politica: "Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra, un’Italia migliore, più giusta e più libera".

Un’altra buona notizia per Berlusconi dopo la fine anticipata della pena ai servizi sociali, la scorsa settimana, maturata in seguito alla condanna nel processo Mediaset per frode fiscale (una battaglia persa, questa volta). Gli effetti della legge Severino rendono però l’ex premier – che contro la sentenza Mediaset si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo – incandidabile per 6 anni (a partire dal 27 novembre 2013, quando è stata dichiarata la decadenza da senatore) fino al novembre del 2019, con un’ipotesi di riduzione al 2018 (il leader di Forza Italia, infatti, potrà richiedere la "riabilitazione" – strumento previsto dalla stessa legge Severino – con la quale potrebbe anticipare di un anno il ritorno in politica: per essere riabilitati devono passare 3 anni da quando si è finito di scontare la pena, sempre che nel frattempo la condotta sia stata irreprensibile e non sia incappati in altre condanne).

Un ostacolo non da poco per essere "di nuovo in campo" pienamente, da subito. Tanto che si fa sempre più caldo il fronte per la revisione della Severino, con la richiesta da parte di alcuni parlamentari di Forza Italia di cambiare la legge che porta il nome dell’ex ministro della Giustizia. Parlamentari che esprimono grande soddisfazione per l’assoluzione del leader, come quelli del centrodestra in generale. Ma di certo la più contenta è lei, la sua compagna, Francesca Pascale: "Dopo cinque anni di calunnie e fango mediatico basati su pettegolezzi e invidia sociale, finalmente la verità ha vinto. Anche nei tanti momenti difficili il rispetto e la fiducia nella magistratura non mi sono mai venuti meno. Sono sempre di più onorata e orgogliosa di stargli accanto". 

NESSUN COMMENTO

Comments