Gianni Cuperlo, deputato Pd, intervenuto in aula alla Camera per esporre la pregiudiziale di costituzionalità sulla riforma della legge elettorale, ha attaccato l’esecutivo: “Voi – ha detto – calpestate la Costituzione e con un sotterfugio piuttosto indegno volete trasformare la Repubblica parlamentare in qualcosa che per concentrazione del potere pretende di andare oltre la stessa logica presidenziale”.
“Con la cancellazione della parità di genere per i capilista – ha sottolineato Cuperlo – si produrrà una regressione della rappresentanza femminile nel futuro Parlamento”.
Poi ha rivolto un appello alle colleghe della maggioranza: “Tutto questo lo fate con buona pace della prima Presidente del Consiglio che, tra donne da promuovere e uomini fedeli da compiacere, ha imboccato la seconda via”.
Poi l’aumento delle firme per le liste non già presenti in Parlamento: “Avete aumentato di quattro volte, senza motivarne il criterio, il numero delle firme”. E sulle preferenze: “State vendendo un biglietto di prima classe sul Frecciarossa di ultima generazione, ma la realtà è che sul binario avete approntato una vecchia littorina”.
La più larga maggioranza dei futuri parlamentari, ha osservato, “risulterà eletta senza alcun voto di preferenza”.
Cuperlo ha contestato anche la nuova disciplina per gli italiani all’estero: “Vi siete immaginati una sola circoscrizione globale, un assurdo collegio mondo”.
Non è mancato l’attacco agli alleati di governo: “Quanto agli altri, lo diciamo con rispetto in quest’Aula e guardate persino con una punta di affetto, leghisti e liberali di Forza Italia, a ridosso del giorno del ringraziamento preparatevi a fare la parte dei tacchini”.
Secondo il deputato dem, la riforma punta a costruire un sistema favorevole alla maggioranza. “Voi non avete voluto questo scempio costituzionale per garantire la stabilità dei governi che avverranno”, ha detto.
“Avete scritto, avete corretto, avete riscritto questo testo irricevibile avendo a mente un solo obiettivo, ritagliarvi l’abito più congeniale a mantenere quel potere”.
Infine l’annuncio della battaglia dopo il voto: “Se questo vostro scempio sarà approvato, e fino all’ultimo noi faremo ogni cosa in nostro potere per impedirlo, sappiate che dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste aule”. “Lo faremo anche con decine di ricorsi”, ha aggiunto, “nella difesa della Bibbia laica della nostra democrazia, nella difesa della Costituzione repubblicana”.






























