Roberto Vannacci lascia la Lega. Dopo giorni di indiscrezioni, tensioni interne e tentativi di mediazione, è arrivata la conferma della separazione tra il generale e il partito guidato da Matteo Salvini. La decisione è maturata al termine di un confronto diretto tra i due leader e sarà formalizzata durante il Consiglio federale convocato a Milano, nella sede di via Bellerio.
A sintetizzare il senso politico dell’addio è una frase pronunciata dallo stesso Vannacci e riportata da fonti di stampa: Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra”. Parole che segnano una rottura ormai definitiva e che chiudono una fase di forte esposizione mediatica all’interno del Carroccio.
Il faccia a faccia con Salvini e la separazione consensuale
L’incontro tra Vannacci e Salvini, avvenuto nelle scorse ore, viene descritto come lungo e diretto. Un confronto nel quale sarebbero emerse divergenze politiche e strategiche non più ricomponibili. Dai vertici leghisti filtra la lettura di una separazione consensuale, con margini di ripensamento considerati minimi. L’ipotesi di un’espulsione formale, infatti, viene esclusa proprio per la scelta di un’uscita concordata.
Il nodo Ucraina e le frizioni politiche
Tra i fattori che hanno accelerato la rottura figura anche la posizione di Vannacci su alcuni passaggi parlamentari chiave. In particolare, il generale avrebbe invitato a votare contro la risoluzione sull’Ucraina, entrando in contrasto con la linea ufficiale del partito. Una divergenza rilevante che, sommata alle tensioni interne, ha reso inevitabile la separazione.
Il simbolo di “Futuro Nazionale” e la nuova fase
Un segnale chiaro era arrivato già il 24 gennaio 2026, quando Vannacci ha depositato il simbolo del movimento “Futuro Nazionale”. All’epoca il generale aveva negato l’intenzione di lasciare la Lega, sostenendo la compatibilità del nuovo progetto con il suo ruolo nel partito. Col passare dei giorni, però, i rapporti con la dirigenza si sono irrigiditi e quel simbolo appare ora come la base della sua nuova casa politica.
L’appello di Durigon e il mancato accordo
Nelle ore precedenti all’addio, alcuni esponenti leghisti avevano tentato un ultimo recupero. Tra questi il vicesegretario Claudio Durigon, che aveva invitato Vannacci a restare, definendo l’eventuale uscita “un regalo alla sinistra”. Un appello rimasto senza esito.
Cosa cambia ora per la Lega e per Vannacci
L’uscita di Roberto Vannacci apre una nuova fase per entrambe le parti. Per la Lega di Salvini si chiude una stagione caratterizzata da un profilo divisivo ma fortemente mediatico. Per Vannacci inizia invece il percorso di costruzione di Futuro Nazionale, destinato a collocarsi nell’area del centrodestra.
Le conseguenze politiche della rottura potrebbero riflettersi nei prossimi mesi sugli equilibri interni alla coalizione e sul consenso elettorale. Da indiscrezione, l’addio è ormai diventato un fatto politico.
Zaia, non sorpreso da Vannacci, ha capito di essere corpo estraneo
“Non sono sorpreso, non c’è nulla sotto il sole. E’ la conferma, vista la ‘lunga’ carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo”. E’ il commento di Luca Zaia alle notizie sulle dimissioni di Roberto Vannacci dalla Lega. “Probabilmente – ha aggiunto – aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere, e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria”, ha concluso.






























