Referendum e italiani all’estero, presidente Pd Canada vota No: “Riforma pasticciata”

Continua il caos Pd oltre confine. Renzi in Italia ci prova, all’estero manda il ministro Boschi. Ma la rete del Pd nel mondo è divisa

Ormai è chiaro a tutti che il referendum costituzionale spacca i partiti, in maniera trasversale. Tuttavia tra il mondo degli italiani all’estero la situazione che riguarda il Partito Democratico è quanto meno imbarazzante. Mentre il presidente del Consiglio e segretario Pd, Matteo Renzi, è perennemente in tv a spiegare le ragioni del Sì alla riforma, e mentre il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi è da poco tornata dal Sud America dove ha svolto una missione istituzionale alla ricerca dei voti degli italiani all’estero, oltre confine i dem sono più divisi che mai.

Abbiamo già trattato, su ItaliaChiamaItalia, le divisioni che riguardano il Pd in Argentina e Uruguay. I coordinatori Pd di Buenos Aires e Montevideo sono contrari al referendum e voteranno un secco No. E come se non bastasse ora anche dal Canada si fa sentire il presidente del Pd locale, l’ex deputato Gino Bucchino, che dichiara di essere contrario alla riforma Renzi-Boschi e che quindi voterà e farà votare No al referendum.

“Sono del tutto contrario a questa riforma costituzionale, pasticciata e pericolosissima se abbinata alla riforma elettorale”, dichiara Bucchino in una recente intervista. “Perché tutta questa fretta? L’allarme ‘spot pubblicitario-elettorale’ lanciato dai sostenitori del SI va letto esattamente al contrario. Non è affatto vero che se non cambiamo adesso non cambiamo più, temo invece fortemente il contrario. Meglio dunque – conclude – prenderci qualche mese di riflessione e soprattutto stare lontani dall’abbinamento perverso con la riforma elettorale”.

Bucchino, che forse non sa che il premier ha già dimostrato la disponibilità del governo a modificare l’Italicum, con le sue dichiarazioni attacca di fatto il governo a cui appartiene, il proprio segretario, il proprio presidente del Consiglio. Sul referendum il Pd all’estero è sempre più diviso e abbiamo l’impressione che le sorprese continueranno.