PdL in trincea, pronti a guerra civile per Berlusconi

(RAVAGLI)- ** FOTO ARCHIVIO - SILVIO BERLUSCONI*** ** FOTO ARCHIVIO - PROCESSO MEDIASET: CONFERMATA CONDANNA DI 4 ANNI A BERLUSCONI *** ROMA 23 MARZO 2013 MANIFESTAZIONE DEL POPOLO DELLA LIBERTA CONTRO OPPRESSIONE FISCALE E GIUDIZIARIA NELLA FOTO SILVIO BERLUSCONI FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} ------ PROCESSO MEDIASET: BERLUSCONI IN CASSAZIONE IL 30 LUGLIO

Dopo la sentenza di Cassazione che ha confermato la condanna a 4 anni di galera per Silvio Berlusconi – 3 coperti dall’indulto -, l’Italia vive ore difficilissime. Venerdì sera, dopo la riunione fra il Cavaliere e i gruppi PdL a Montecitorio, si è tenuto un altro vertice azzurro a palazzo Grazioli, residenza romana dell’ex premier. Una sorta di ‘consiglio di guerra’ per preparare le prossime mosse: la linea – come spiegato dallo stesso ex premier ai parlamentari – e’ di non far precipitare subito la situazione, ma mantenere alta la tensione e prepararsi a tutto. Anche al voto anticipato. L’uomo di Arcore lo aveva detto chiaro ai suoi durante l’incontro alla Camera: “elezioni prima possibile”.

Ormai il governo di larghe intese scricchiola sempre di più. Fra PdL e Pd il dialogo sembra essersi interrotto definitivamente. Angelino Alfano, segretario azzurro, ha sentito per telefono il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ma non ha fatto altro che ribadire la linea dettata dal Cav. Dunque, anche a livello di governo arrivano le prime difficoltà.

Dal Colle, per ciò che riguarda la richiesta di grazia per Berlusconi, è arrivata una gelida risposta, che ha contribuito a gettare benzina sul fuoco. E allora il PdL sceglie di tornare in piazza. Domenica, ore 18, via del Plebiscito: secondo alcune fonti, si attendono a Roma oltre cinquecento pullman carichi di militanti azzurri, proveniente da ogni città d’Italia. Nonostante il tempo a disposizione sia poco, la macchina organizzativa si è già messa in moto. Dal partito si assicura la presenza di Berlusconi alla manifestazione, anche se Silvio ha lasciato la capitale sabato, intorno a mezzogiorno, insieme a sua figlia Marina, probabilmente per tornare ad Arcore.

Il Cavaliere si sente forte, nonostante il pugno in pancia ricevuto dai giudici supremi, perché vede intorno a sé l’affetto che gli dimostra il suo popolo. Così, ha deciso di continuare ad essere sì responsabile, ma anche “picconatore”, mandando avanti le sue truppe, che iniziano a evocare il rischio di una guerra civile.

Nel frattempo Schifani e Brunetta, con le dimissioni simboliche di tutti i parlamentari, attendono che le porte del Quirinale si aprano: la richiesta di incontro e’ stata inoltrata, ma ambienti vicini al Capo dello Stato fanno sapere che domani non ci sara’ nessun faccia a faccia, se ne riparla molto probabilmente a inizio settimana. Per i “falchi” pidiellini non basta il “contentino” della riforma della giustizia, bisogna salvare il leader del centrodestra, altrimenti alle urne e stop. Proprio per quanto riguarda un voto anticipato, c’è da considerare che se si dovesse andare al voto a breve il Cavaliere non sarebbe candidabile. E qui le ipotesi impazzano. Marina, sua figlia, candidata a correre per palazzo Chigi, con Silvio a fare il leader fuori campo, stile  Beppe Grillo? Chissà. Tutto è in continuo divenire. L’adrenalina è alle stelle e la tensione si taglia col coltello. Sono giorni di fuoco per il nostro Paese, e non solo a livello meteorologico.