Una condanna a sei mesi di carcere per adulterio, il rischio di perdere la custodia della figlia e un appello disperato rivolto alle istituzioni italiane.
È la drammatica vicenda che coinvolge Nessy Guerra, 26enne originaria di Sanremo, attualmente bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni.
La giovane – come riporta il Corriere della Sera – è stata condannata a seguito della denuncia presentata dall’ex marito italo-egiziano Tamer Hamouda, già condannato in Italia a tre anni di reclusione per reati contro un’altra donna. La notizia ha sollevato forte preoccupazione per le possibili conseguenze legali e familiari della sentenza.
Il rischio carcere e la battaglia legale
Secondo quanto spiegato dall’avvocato della donna, Agata Armanetti, la situazione è particolarmente delicata e potrebbe avere ripercussioni dirette sulla custodia della bambina.
La legale evidenzia infatti come questa sentenza metta a rischio la custodia della figlia nell’imminente processo civile poiché “in Egitto la capacità genitoriale, contrariamente a quanto accade in Italia, viene giudicata anche sulla base di eventuali tradimenti”.
La priorità immediata resta evitare l’esecuzione della pena detentiva. Come chiarito dalla difesa, “l’unico modo per evitare il carcere è pagare una cauzione, altrimenti la decisione diventerà immediatamente esecutiva”.
I tempi, tuttavia, sono estremamente ristretti. L’avvocato Armanetti ha sottolineato che “abbiamo solo nove giorni per proporre appello senza conoscerne le motivazioni”, rendendo la situazione ancora più complessa sotto il profilo giuridico.
L’appello disperato: “Stiamo cercando di scappare”
Attualmente Nessy Guerra si trova in una località protetta insieme alla figlia, temendo per la propria sicurezza. Attraverso i social, la giovane ha raccontato la propria versione dei fatti, denunciando presunte irregolarità nel procedimento giudiziario.
“La causa era già stata archiviata due volte, ma il mio ex è riuscito a farla riaprire portando testimoni falsi”, ha dichiarato la donna, aggiungendo con amarezza che “stiamo cercando di scappare da un uomo violento e pluripregiudicato”.
Parole che evidenziano una situazione di forte tensione personale e giudiziaria, con il timore concreto di perdere non solo la libertà, ma anche la possibilità di restare accanto alla propria figlia.
Chiesto l’intervento urgente del Governo italiano
La difesa ha formalmente chiesto l’intervento delle autorità italiane, in particolare della Farnesina e del Ministero della Giustizia, affinché venga garantita tutela alla cittadina italiana e alla minore.
Secondo il team legale, uno degli elementi chiave potrebbe essere la posizione giudiziaria dell’ex marito. L’avvocato ha infatti osservato che “se Hamouda venisse estradato per scontare la sua condanna in Italia, la situazione potrebbe essere molto diversa”.
Un caso che riaccende il tema della tutela degli italiani all’estero
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela dei cittadini italiani residenti o bloccati all’estero, soprattutto in contesti giudiziari caratterizzati da sistemi normativi profondamente diversi da quello italiano.
Per Nessy Guerra e sua figlia, le prossime ore saranno decisive. L’appello alle istituzioni resta chiaro: ottenere protezione e poter rientrare in Italia, evitando conseguenze che potrebbero segnare in modo irreversibile il loro futuro.































