Immigrati e ius soli, caro Silvio non ti voto più – di Mario Galardi

Egregio Presidente,

         ho ricevuto lo scritto con il quale Lei intende precisare le sue recenti dichiarazioni, con le quali si è dichiarato favorevole allo ius soli. Dispiace constatare che, da un tempo a questa parte, le Sue rettifiche sono diventate frequenti, il che fa pensare che certe Sue prese di posizione non siano sufficientemente meditate, né previamente discusse all’interno di Forza Italia, e tantomeno approvate dagli elettori.

Tuttavia, nel caso dello ius soli, la Sua precisazione non rettifica nulla, né potrebbe farlo. Istituendo lo ius soli nella legislazione italiana, ogni nato in Italia sarà immediatamente italiano, senza alcun’altra condizione. Quindi le centinaia di migliaia di stranieri che sbarcano ogni anno in Italia, facendo nascere i loro figli sul suolo italiano, anche lo stesso giorno del loro arrivo, genererebbero cittadini italiani, i quali dai loro padri impareranno unicamente la loro lingua e saranno allevati secondo le loro usanze. Quanto a quello che Lei scrive, accennando alla necessità che l’immigrato frequenti le scuole, apprenda la nostra lingua e accetti le nostre leggi, è proprio quello che già esiste nel nostro ordinamento giuridico e nei suoi regolamenti attuativi.

La sua sconcertante presa di posizione è un cambio radicale rispetto ai programmi di Forza Italia, e le ricordo che Lei allontanò Gianfranco Fini anche a causa delle sue aperture sulla concessione della cittadinanza italiana. Ognuno può cambiare opinione, ma un leader politico non può permettersi cambi di rotta di centottanta gradi, su un tema assolutamente fondamentale per la nostra Repubblica.

Lo ius sanguinis, vale a dire sono italiani per nascita solo i figli di italiani, è uno dei caratteri essenziali della nostra Costituzione ed è una salvaguardia per il futuro dell’Italia, attualmente sottoposta ad un’invasione illimitata di immigrati.

L’approvazione dello ius soli sarebbe un formidabile incentivo per ulteriori e maggiori flussi di immigrati. In Africa e in Medioriente esistono centinaia di milioni di persone che desidererebbero stabilirsi in Italia. Il buonismo è un pessimo consigliere, perchè la nostra società potrebbe venirne completamente stravolta. Già oggi, con il terrorismo crescente vicino a noi, stiamo correndo molti pericoli, e molti di più ne correremo se non verranno prese misure limitative.

Chi ha veramente a cuore il nostro Paese, se ama la sua cultura, le sue tradizioni, il suo inimitabile patrimonio artistico, non può accettare l’introduzione dello ius soli. Un vero leader deve guardare lontano e salvaguardare il Paese che intende guidare, anche oltre le proprie aspirazioni immediate e il proprio orizzonte temporale, che per tutti noi è necessariamente limitato.

Dopo vent’anni, durante i quali con i miei scritti l’ho sempre appoggiato, mi duole doverLe dire che non avrà più il mio appoggio e il mio voto. Non perchè io abbia cambiato idee, ma perchè, su un tema che non è negoziabile, Lei ha cambiato le sue.

La saluto con amarezza,

Mario Galardi