Crociata Grillo anti-dissidenti, verso nuova espulsione

Nuovo cartellino rosso in casa Cinque Stelle: Beppe Grillo va avanti con il suo pugno di ferro contro gli eretici del Movimento in una sfida senza tregua che punta a bonificare i Cinque Stelle da tutte le voci fuori dal coro. Un’offensiva a tutto campo volta a fare definitivamente piazza pulita delle sacche di dissidenza che potrebbero mettersi di traverso nella traversata verso le elezioni europee. Un gioco rischioso ma che, dai sondaggi in mano ai vertici del Movimento, non pare penalizzare il M5s. Anzi. Ad essere raggiunto a sorpresa dall’avviso di espulsione e’ oggi il senatore campano, Bartolomeo Pepe. Contro di lui si e’ espresso il meet up di Napoli. E’ il primo passo della procedura seguita per le altre espulsioni: arriva la presa di distanza dal gruppo territoriale di riferimento, poi il post in rete di Beppe Grillo, poi il voto dell’assemblea e, infine, quello della rete. E’ successo cosi’ per tutti gli ultimi casi di espulsione: per Luis Orellana, per i siciliani Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino. Oggi anche per l’altro espulso: Lorenzo Battista a cui, pero’ la scomunica dal territorio e’ arrivata a cose fatte: durante il fine settimana, quando si e’ riunito il meet up del Friuli Venezia Giulia.

Un caso anomalo su cui anche il senatore friulano ironizza: "non avendo potuto fornire sfiducia dal territorio prima delle illegittime espulsioni, i grillini di Trieste cercano ora di dimostrare fedelta’ a Casaleggio e Lord Blog". Non sono ancora state chiarite le ragioni della messa all’indice di Pepe, finora considerato un ortodosso del Movimento: quando venne eletto dichiaro’ "Bersani e’ un assassino, il Pd e’ responsabile dei rifiuti tossici e non faremo nessun accordo al Senato". Ora pero’ ha storto il naso per le ultime epurazioni. E ora anche lui potrebbe ingrossare le fila dei contestatari destinati a confluire nel nuovo gruppo di ex M5s.

Campanella ci lavora e ci crede: "Ho aperto un confronto a 362 gradi" scherza. Ex dipendente di un’azienda petrolchimica, Pepe, detto da tutti ‘Bart’, e’ un’icona della lotta ambientalista: ha combattuto nel Comitato Zero Rifiuti Industriali, in quello contro l’inceneritore di Acer, in quello per il dissesto idrogeologico del territorio e nel comitato Acqua Pubblica e No al Nucleare. Ora, dopo lo scandalo della Terra dei Fuochi, era il candidato in pole position a rappresentare il Movimento nel Comitato di inchiesta parlamentare sul ciclo di rifiuti: ma a poche ore dalla decisione e’ arrivata la presa di distanze del meet-up di Napoli. Proprio la sua determinazione ad andare a ricoprire quel ruolo e’ all’origine di un vero e proprio alterco con il capogruppo a palazzo Madama, Maurizio Santangelo. E’ stato qualche giorno fa quando gli animi erano al massimo della tensione per le vicende delle espulsioni.

"La nostra decisione, messa nero su bianco in una lettera per il senatore Pepe, significa che il meet-up di Napoli non si sente piu’ rappresentato da lui: e’ una presa d’atto di un rapporto che non funziona piu’" spiega un’altro degli animatori del meet-up di Napoli, Roberto Fico, il deputato che presiede la Commissione di Vigilanza e che guida il gruppo di testa dei grillini ortodossi in Parlamento. La questione di Pepe dovra’ andare ora in assemblea: Fico spiega che non e’ stata (ancora) avviata una procedura di espulsione. "Ma – assicura – se si dovesse dovesse arrivare in assemblea votero’ si’".