COVID | Sileri: “Dobbiamo andare per gradi: passi in avanti, non indietro”

“Credo che osserveremo un aumento di contagi nella popolazione più giovane, ma ciò non dovrebbe comportare un aumento rilevante del numero delle ospedalizzazioni, per questo penso che da metà maggio potremo procedere con ulteriori riaperture”

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S) è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulle possibili ulteriori riaperture ha detto: “Dobbiamo andare per gradi, facendo solo ed esclusivamente passi in avanti e non indietro. Credo che osserveremo un aumento di contagi nella popolazione più giovane, questo non dovrebbe comportare un aumento rilevante del numero delle ospedalizzazioni, per questo penso che da metà maggio potremo procedere con ulteriori riaperture, penso ad esempio a coloro che organizzano matrimoni, che al momento sono quelli più indietro rispetto alle riaperture. La cosa importante è avere una tabella di marcia, non si può dare una data, però si può dire che le vaccinazioni stanno andando molto bene e arrivati a un certo target riusciremo a fare le cose. E’ importante dare una scaletta di riaperture come abbiamo fatto nell’ultimo decreto, che penso riusciremo ad anticipare ulteriormente grazie all’andamento delle vaccinazioni e dei dati che stanno andando meglio anche se non in maniera eccezionale per quanto riguarda il numero dei contagi. Oggi è molto più probabile che si contagi un giovane perché non ha fatto il vaccino, ma è molto meno probabile che questo finisca in ospedale rispetto ad un over 60. Credo che la popolazione sia molto più tranquilla rispetto a un mese fa perché vede che la vaccinazione va avanti spedita. Adesso tutti stanno attendendo pazientemente il loro turno che è dietro l’angolo. Anche con il Green pass cambia la prospettiva e quindi la percezione degli italiani è che siamo oltre la pandemia, l’Italia c’è e sta ripartendo”.

Sulla possibile sospensione temporanea della protezione sui brevetti dei vaccini anti-covid. “Non è una proposta lontana da ciò che abbiamo detto noi mesi fa, la sospensione dei brevetti è una delle strade da percorrere per avere maggiore disponibilità di vaccini. Le strade sono tre: sospensione dei brevetti, non eliminazione, bisogna vedere se la sospensione può effettivamente portare ad una produzione maggiore, non credo che possa essere così per tutti gli Stati. La seconda strada è la produzione dei brevetti in conto terzi, come ha fatto Sanofi che ha iniziato a produrre il vaccino Pfizer. La terza è dialogare in maniera forte, facendo sentire la pressione degli Stati, verso un vaccino no-profit, quindi far produrre un vaccino con l’aiuto degli Stati ma che sia no-profit. E’ evidente che tra varianti presenti e future sarà necessario raggiungere un pan-vaccino che possa coprire tutte le varianti ogni anno, quindi serve un’alleanza tra tutte le industrie fino ad arrivare ad un vaccino che sia non a costo zero, ma a costo di produzione”.

Sull’operato del generale Figliuolo. “Quando andai a Wuhan osservati che l’organizzazione militare che avevo osservato all’inizio della pandemia era perfetta, pragmatica, con poche parole, immediata. Quello che sta facendo Figliuolo è impeccabile, un lavoro eccezionale. Speriamo che continui così. E’ innegabile che c’è stato un cambio di passo, critiche sull’andamento della campagna vaccinale oggi non hanno senso di esistere, sono pretestuose”.

Sulla seconda dose di Astrazeneca per chi ha fatto la prima. “E’ consigliato sopra i 60 anni, ma è verosimile che venga utilizzato anche sotto i 60. Chi ha fatto la prima dose può fare tranquillamente la seconda anche se è under 60”.