CORONAVIRUS | RD, primo giorno di quarantena. Santo Domingo si ferma, Boca Chica deserta [VIDEO]

Per le strade di Santo Domingo, sempre intasate, pochissime auto. Sono chiusi i parchi pubblici, i cinema e i teatri, i centri commerciali

Primo giorno di quarantena per la Repubblica Dominicana. Una quarantena indotta, cautelativa, non ancora obbligatoria. Gli esercizi commerciali sono tutti chiusi, o quasi; i ristoranti possono offrire solo servizio a domicilio. Chiuse scuole e università, mentre le banche lavorano a orario ridotto.

Anche ai Caraibi il coronavirus fa paura. I dominicani si sono spaventati dopo aver visto cosa è successo e sta succedendo in Europa, in Italia e in Spagna in particolare. Dunque restano a casa, riducendo al minimo le proprie attività. Hanno fatto tutti una grossa spesa e se ne staranno a casa, nella stragrande maggioranza dei casi, per i prossimi venticinque giorni. Almeno.

Per le strade di Santo Domingo, sempre intasate, pochissime auto. Sono chiusi i parchi pubblici, i cinema e i teatri, i mercati, i centri commerciali.

Boca Chica, località turistica a circa trenta minuti di auto dalla capitale, appare deserta. La sua spiaggia, sempre piena di turisti, è praticamente vuota. Poche le attività di ristorazione aperte: mai vista Boca Chica così.

Da oggi le frontiere del Paese sono bloccate: nessuno entra e nessuno esce.

A Santo Domingo la quarantena è appena cominciata e sembra che il popolo dominicano abbia preso questa emergenza sul serio, rispettando i divieti e le regole comunicate dalle autorità.

Ad oggi sono 34 i casi di coronavirus accertati nel Paese – sono, al momento, tutti casi d’importazione – e due le vittime.

Oggi anche il cielo è triste a Santo Domingo. Grigio, coperto di nuvole. La pioggia cade sottile. La città è silenziosa. Ma vigile.