Comunali Milano, Salvini: entro Natale i candidati, la sinistra litiga e basta

La discesa in campo di Giuseppe Sala e la decisione del centrosinistra di anticipare le primarie a Milano il 7 febbraio, costringe il centrodestra a rivedere i propri piani. Di tempo a disposizione non ce n’e’ moltissimo – se si considera la pausa natalizia – e i diversi nodi ancora da sciogliere sono importanti come quelli di Roma e Milano. Una situazione che va risolta al piu’ presto, almeno a sentire la Lega Nord. Prima Roberto Maroni e Matteo Salvini quasi in contemporanea promettono che entro Natale si conoscera’ il nome del candidato sindaco per il capoluogo lombardo.  

Un quadro forse piu’ chiaro, spiegano da Forza Italia, dovrebbe esserci la prossima settimana quando Silvio Berlusconi potrebbe incontrare di nuovo gli alleati (non e’ escluso infatti un summit a tre con Meloni e Salvini) e parallelamente dovrebbe riunirsi anche la commissione elettorale composta dalle delegazione di tutti i partiti della coalizione. Al di la’ degli incontri pero’, almeno per ora, novita’ non ce ne sono.

A Roma la situazione e’ congelata cosi’ come a Milano e’ ancora stallo. Nel capoluogo lombardo continua a circolare il nome di Alessandro Sallusti come candidato del centrodestra nonostante i sondaggi commissionati ad hoc dall’ex premier indichino che l’attuale direttore del Giornale non ‘scalda’ il cuore dell’elettorato piu’ moderato. Ad imprimere pero’ un’accelerata e’ il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: "Noi – mette in chiaro – lavoreremo sui programmi, mentre la sinistra litiga. Siamo contro il balletto dei nomi, entro Natale si decidera’ tutto".

L’intenzione del leader dei lumbard e’ quello di non dare l’immagine di chi perde tempo ma soprattutto sfruttare le polemiche che tengono banco a Milano nel centrosinistra. Forte dei sondaggi che danno la Lega sempre in vantaggio rispetto a Forza Italia, Salvini prova a dettare tempi e agenda: "Per la Lega la via solitaria sarebbe piu’ facile da seguire, ma ho il dovere di cercare di aggregare", e’ il messaggio che invia agli alleati mettendo in chiaro di voler far sentire all’interno della coalizione ‘il peso’ del Carroccio: "La Lega deve avere la forza per fare le cose e se prima correva come seconda nell’alleanza ora io posso imporre il programma".

La presa di posizione del leader leghista legata anche ad alcuni commenti come "la stima" per la politica di Casapound rischia di riaccendere i malumori dentro Forza Italia, soprattutto tra gli azzurri che intravedono il rischio che una subalternita’ ai leghisti sia controproducente anche in termini di sondaggi: come facciamo a spiegare – e’ il ragionamento di alcuni di loro – l’alleanza con chi ha posizioni cosi’ estremiste.