Matteo Salvini a Bono Vox: “Agli italiani che emigravano nessuno dava colazione, pranzo e cena”

Vicepremier Salvini: “Compassione si', ma oggi tanti italiani hanno difficolta' a trovare casa e lavoro, per noi prima ci sono loro”

Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, durante un’intervista a Rtl ha commentato le dichiarazioni di Bono Vox sulla situazione dei migranti in Italia. L’artista ha voluto fare un paragone tra gli immigrati che oggi giungono dall’Africa e i nostri connazionali emigrati nel dopoguerra.

“Ho sentito che Bono Vox ricordava degli italiani che sono emigrati nel mondo, come gli irlandesi, anche se sono situazioni diverse. Questo perche’ agli italiani che emigravano – sottolinea Salvini – nessuno garantiva colazione, pranzo e cena per qualche anno. Pero’, se devo prendere gli spunti di condivisione, e’ vero che l’Italia e’ stata lasciata sola, come dice Bono, anche perche’ prima c’era gente che non chiedeva nulla all’Europa, e’ vero che noi in questi due mesi abbiamo cambiato parecchio nell’approccio al tema sicurezza ed emigrazione”.

“E’ vero che rimane ancora tanto da fare ed e’ vero che gli italiani non sono assolutamente razzisti, come qualcuno va inventando in queste settimane”.

Bono “ha le sue idee – ha continuato -, ce ne fossero come lui anche in Italia. Da noi, siamo purtroppo abituati a milionari che danno lezioni di morale, ma che poi non fanno nulla, non spendono, non offrono nulla e non garantiscono nulla. Non faccio nomi e cognomi, ma sono sicuro che chi ascolta abbia un’idea di qualche radical chic, benpensante, cantante, attore, conduttore Tv con il conto corrente pieno, che da’ lezioni agli altri, ma non muove un dito di suo”.

“Bono dice che gli italiani devono avere compassione, il principio e’ giusto – ha continuato il ministro dell’Interno -, ma ricordo che mentre stiamo parlando in questo 3 agosto, ci sono 5 milioni di italiani che vivono in condizioni di poverta’, che non faranno vacanze, che non stanno scegliendo se andare a Riccione, in Salento, in Sardegna o a Cortina. Quindi, compassione si’, ma quando ci sono tanti nostri connazionali, giovani e anziani, che hanno difficolta’ a trovare casa e lavoro, penso sia dovere di un governo e di un popolo occuparsi prima di queste persone”.

FEDRIGA A IN ONDA SU LA7

“La prego di non fare questo paragone. È totalmente diverso, i nostri emigrati andavano a lavorare e non facevano manifestazioni per protestare contro un piatto di pasta. Non facciamo l’errore di paragonare chi è andato oltre confine, negli Stati Uniti, in Australia, per lavorare e fare sacrifici e chi oggi protesta perché la pasta è scotta”. Cosi Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, a In Onda su La7.