Giuseppe Stabile, Vicesegretario per l’Europa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Qual è l’importanza di avere per la prima volta un esponente del centrodestra nel governo del CGIE?
L’incarico affidatomi dal Consiglio è stato il frutto di un’elezione non affatto scontata, assumendo un’importanza maggiore se teniamo conto del braccio di ferro voluto dalla storica componente partitica di maggioranza del CGIE la quale, nonostante avesse già all’interno del Comitato di Presidenza una solidissima rappresentanza, pretendeva di occupare anche la presidenza dell’Europa e dell’Africa del Nord. Affronto il ruolo in seno al Comitato di Presidenza con grande energia, senso di responsabilità e l’impegno a essere concreto e realistico. Ciò significa rapportarsi alla comunità che rappresento con grande onestà intellettuale, evitando narrazioni di comodo come avveniva in passato.
Quali saranno le tue prime mosse in qualità di vicesegretario generale per l’Europa?
Mi impegnerò con diligenza, serietà, imparzialità e con la competenza maturata in tanti anni di servizio alle comunità all’estero, guardando alla collegialità quale modello organizzativo (e quale modello implicito di democrazia), peraltro previsto dalla legge.
Sei intervenuto sulla questione IMU facendo un giusto richiamo: attenzione, che la proposta così com’è stata presentata non va. Quella proposta così com’è è solo fumo negli occhi per gli italiani nel mondo?
Laddove individuo delle criticità, l’obiettivo, senza alcuna pretesa di infallibilità, è quello di raccomandare i giusti correttivi, tenendo anche conto dell’impatto finanziario cui è soggetta questa proposta di legge.
Qual è la situazione degli italiani in Spagna? Cosa chiedono alle istituzioni italiane? Funzionano i servizi consolari?
In Spagna, dove la tendenza è positiva, come in qualsiasi altra Nazione, si punta al potenziamento dei servizi consolari, stella polare dell’azione dello Stato all’estero. È per questo che da parte del MAECI è in atto un’ampia e attenta attività di verifica in numerose Sedi, volta a migliorare la qualità dei servizi.
È prioritario che i Consoli Onorari possano avere a disposizione gli apparati per l’acquisizione dei dati biometrici della Carta d’Identità Elettronica (CIE) e la possibilità per gli iscritti AIRE di vedersela rilasciata in Italia, così come è fondamentale implementare immediatamente l’identità digitale – che attualmente includerà una copia della patente, della tessera sanitaria e della carta europea della disabilità – quantomeno con la CIE ed il passaporto, per poi disporre sempre più degli altri documenti come l’S1 il CUD, e così via.
Cosa devono aspettarsi gli italiani all’estero da questo Cgie rinnovato?
Siamo ancora all’inizio del nuovo percorso; con il giusto approccio, si possono creare ottimi rapporti di lavoro. È importante essere fin da subito aperti, flessibili, collegiali e disposti a imparare. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che ad oggi il CGIE al proprio interno non ha ancora superato l’anomalia delle categorie sovra-rappresentate le quali, dovendo rispondere alla corrente di appartenenza, spesso perdono di vista le reali esigenze della collettività.
Ritengo che, per restituire il senso e la dignità della funzione, a tutto beneficio della rappresentanza e di un suo riscatto, il Consiglio Generale, come i Comites, agendo a titolo gratuito e garantendo un’azione super partes, potrebbero rendere superflua la funzione dei Parlamentari eletti all’estero, ai quali invece dovrebbe essere garantita una quota nelle liste elettorali nazionali, attingendo da un congruo numero di connazionali iscritti all’AIRE e sorpassando così il concetto di circoscrizione estero. L’emigrazione, ancora oggi prevalentemente scelta obbligata, è un fenomeno che dovrebbe interessare tutto il Parlamento già solo perché, in assenza di un circolo virtuoso, rende fragile la Nazione.