“Vannacci ha un background di vita, cultura e patriottismo molto superiore a quello di Meloni e Salvini” e “ce la farà sicuramente se saprà costruire un’aggregazione politica ampia e partecipata”. Lo afferma in una intervista a La Stampa l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, detenuto dal carcere di Rebibbia per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.
Le dichiarazioni rappresentano una presa di posizione netta a favore del generale Roberto Vannacci, figura sempre più centrale nel dibattito politico italiano, e arrivano in un contesto di riflessione più ampio sulle dinamiche interne al centrodestra e sul futuro politico del Paese.
Le critiche alle politiche economiche e sociali dell’esecutivo
Nel corso dell’intervista, Alemanno esprime anche una valutazione articolata sull’azione dell’attuale esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Pur riconoscendo una continuità sul piano dei valori identitari, l’ex sindaco evidenzia alcune criticità sul fronte economico e sociale.
Secondo Alemanno, “questo governo conservatore cerca di garantire la difesa dei valori identitari e questo mi rappresenta, ma le politiche economiche e sociali mi sembrano la continuazione di quelle di Mario Draghi e l’esecutivo non sta rispondendo alle aspettative di chi lo ha votato”.
Il giudizio su Trump e sugli equilibri internazionali
Alemanno commenta anche il ruolo internazionale degli Stati Uniti e l’ascesa di Donald Trump, sostenendo che “pur tra mille stranezze sta cambiando gli equilibri mondiali in senso positivo e possa essere per noi una sponda per essere più sovrani in Europa”.
Le sue parole si inseriscono nel più ampio dibattito sul posizionamento geopolitico dell’Italia e sul rapporto tra sovranità nazionale e integrazione europea.
Sicurezza, giustizia e sistema penitenziario: le proposte di riforma
Nel corso dell’intervista, Alemanno affronta anche il tema della sicurezza e della giustizia, criticando l’approccio repressivo senza adeguate risorse: “è inutile aumentare i reati e le pene se poi mancano i poliziotti e le risorse per perseguire questi reati”.
Particolare attenzione è dedicata alla situazione del sistema penitenziario italiano. L’ex sindaco sottolinea che “è necessaria una grande riforma del sistema penitenziario che oggi, nel sovraffollamento e nel degrado, si è trasformato in una vera e propria università del crimine poiché il carcere deve servire a ridurre la recidiva trovando percorsi seri di rieducazione”.
Sul sovraffollamento carcerario aggiunge inoltre che “c’è un sovraffollamento assurdo che rende impossibile la rieducazione, nessuna riforma è possibile se non si riduce questa emergenza consentendo la liberazione anticipata speciale di coloro che hanno mantenuto una buona condotta”.
Referendum sulla giustizia e occupazioni: le altre posizioni
Alemanno interviene anche sul tema della riforma della giustizia, dichiarando: “voto sì al referendum perché con processi penali di tipo accusatorio è impensabile che le carriere dei pm non siano separate da quelle della magistratura giudicante ma credo che bisogni introdurre anche la responsabilità civile dei magistrati”.
Infine, commentando il caso dello sgombero di CasaPound, conclude che “lo stabile occupato è l’unico caso di occupazione da parte di un gruppo di estrema destra mentre le occupazioni di sinistra sono decine e decine, non ci si può accanire contro di loro se prima non si risolvono le altre situazioni”.
Le dichiarazioni dell’ex sindaco offrono uno spaccato significativo delle tensioni e delle prospettive all’interno dell’area conservatrice italiana, evidenziando posizioni critiche ma anche nuove possibili traiettorie politiche.































