Fusaro: “Bene l’accordo con la Cina, ci separa dalla colonizzazione di Washington e Bruxelles”

“E ci avvicina ad Asia e Russia”. “I barbari di Washington ci dicono che i cinesi ci spieranno col 5g, quando loro è dal ’45 che ci spiano”

Il filosofo Diego Fusaro, sul memorandum d’intesa tra Italia e Cina, parlando a Radio Cusano Campus ha detto: “Sono favorevolissimo all’accordo sulla Nuova via della seta più che per i legami che crea per quelli che indebolisce. Questo accordo indebolisce notevolmente il rapporto con Washington e Bruxelles che infatti hanno reagito scompostamente e schiumando rabbia. L’apertura verso la Cina mi pare importante in primis per una ragione geopolitica di apertura euro-asiatista che ci separa dall’atlantismo di Washington e ci avvicina ad Asia e Russia. In secundis mi pare importante perché la Cina sta già facendo i suoi affari in Italia da tempo, se riusciamo anche noi a trarre qualche vantaggio bilaterale mi sembra che sia un’ottima cosa per le nostre imprese. Certo è che le condizioni di lavoro in Cina non sono certo idilliache, ma non credo che con questa apertura vadano a peggiorare né ritengo che con questo accordo ci sia una cinesizzazione dell’Italia più di quella che è già in corso, a prescindere da questo accordo. La glebalizzazione, cioè la ricaduta di diseguaglianza e di massacro di classe per i più deboli, sta avvenendo del tutto a prescindere dal nostro rapporto con la Cina”.

“Fanno ridere i politici che dicono che l’Italia deve essere sovrana, autonoma e non farsi sottomettere dalla Cina, dato che l’Italia è già dal 45 colonia degli Usa e dal 92 parte dell’UE dove svolge il ruolo di colonia mediterranea. E’ ridicolo quando Washington batte i pugni sul tavolo perché dice che l’Italia non deve fare accordi con la Cina e commerciare con altri possibili soggetti. Questi americani che sono gli ammiragli del libero mercato lo difendono fintanto che il libero mercato è a loro vantaggio. Quando l’Italia o altri Paesi colonizzati si permettono di aprire trattative e scambi con altri partner, da Washington vogliono revocare il libero mercato. I barbari di Washington ci dicono che i cinesi ci spieranno col 5g, quando loro è dal ’45 che ci spiano. Anche l’UE si lamenta? Teutonici e Gallici vogliono primeggiare sull’Italia. Per una volta che l’Italia percorre una via dell’interesse nazionale suo proprio, è chiaro che gli altri si adirino e cerchino di porre dei freni. Juncker? Non dimentichiamo che Juncker resta il più impenitente tra gli ‘Euroinomani’. Bisogna diffidare sempre dagli euroinomani che dicono che ci vuole sempre più Europa, proprio come il drogato che vuole sempre più eroina e non capisce che quella in realtà è la cagione del suo male”.

Sulla sua possibile candidatura a Gioia Tauro. “Non conosco questo Movimento Roosevelt e non conosco il signor Magaldi. Però con degli amici a Gioia Tauro stiamo creando una piattaforma culturale che si chiama Risorgimento del Mezzogiorno dove formalmente io figurerò come guida del Movimento, ma poi saranno gli amici di Gioia Tauro radicati sul territorio a portare avanti questo progetto di rinascenza culturale e sociale di una terra che è tra le più devastate del nostro Paese e quindi può costituire il punto di ripartenza di una eroica rinascenza nazionale”.

Riguardo il Congresso delle famiglie a Verona. “Non ho seguito la vicenda dell’evento di Verona. In generale la mia tesi sulla famiglia è espressa nel mio libro “Il nuovo ordine erotico, elogio dell’amore e della famiglia”. Il nuovo ordine erotico, ovvero il libertinismo pansessuale in cui si disgrega la famiglia e si propone una forma di sessualità liquida e deregolamentata, è la ridisisposizione nell’ambito dei costumi del liberismo economico e della deregulation dei mercati. Il libertino vede nel plusgodimento individuale e nell’abbattimento della famiglia come norma etica il proprio ubi consistam. Mi pare che la disgregazione in atto della famiglia, lungi dall’essere emancipativa come ripetono i sostenitori dei centri sociali occupati, genera l’individualizzazione atomistica della società, dissolve un ente etico come la famiglia e lascia l’individuo in balia di se stesso e delle pratiche del consumo”.