Cannavaro, un’evasione da 900 milioni di euro – di Franco Esposito

Implacabile segugio di avversari calciatori, non è riuscito a dribblare il Fisco. Insuperabile difensore ai suoi giorni migliori, firma un inatteso clamoroso autogol. Pallone d’oro 2006, si ritrova ammaccato evasore.

Fabio Cannavaro, 41 anni, campione del mondo, capitano della nazionale con record di presenze, 136, è accusato di presunta frode fiscale “posta in essere tramite la Fid Service srl”. La società di noleggio di barche di lusso che l’ex grande calciatore gestisce con la moglie Daniela Arenoso. Napoletano del rione Loggetta, figlio di un ex calciatore, il Napoli calcio il suo primo amore, già in forza a Parma, Inter e Juventus, ricchi contratti al Real Madrid e negli Emirati Arabi, è soggetto al sequestro di beni per 900.000 euro, riconducibili appunto alla sua persona. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm Fabrizio Vanorio e dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli.

Un napoletano baciato dal successo, Fabio, che ce l’ha fatta alla grande. Un fratello calciatore anche lui, Paolo, ex Napoli, oggi a Sassuolo. Abbandonato il calcio a 38 anni, ricco di gloria sportiva e di quattrini, Fabio Cannavaro si è dedicato all’imprenditoria. Attività diversificate, non solo quella di noleggiatore di barche di lusso per ricchi clienti. Fondatore e coproprietario della catena di ristoranti Rossopomodoro, è titolare di un centro sportivo super attrezzato a due passi dalla casa dove è nato, al rione Loggetta. Come dire, a un sospiro dal San Paolo, lo stadio primitivo teatro delle sue gesta calcistiche.

Tutto è cominciato da lì, dal Napoli Calcio. Il club in ristrettezze economiche, bisognoso di soldi, lo cedette al Parma. Poi, il Parma, l’Inter, la Juve, il Real Madrid e infine l’Al Ahli negli Emirati Arabi, a 37 anni. Negli Emirati, ovvero vicino a Dubai, “il posto che adoro”.

Figlio di Pasquale, difensore mastino popolarissimo in Campania negli anni Sessanta, e di Gelsomina, si è preso il mondo. Negli Emirati ha conquistato lo scudetto e lavorato come secondo del tecnico rumeno Cosimir Olariu. Quindicimila persone allo stadio Rashid, una grande festa, il popolo pazzo di gioia, cortei, cene, brindisi. Senza champagne, però. Da quelle parti il consumo di alcolici è vietato. Onorato fino in fondo il contratto biennale stipulato all’epoca sotto la spinta del presidente dell’Ali Ahli, il nome e il cognome che danno l’idea di un infinito scioglilingua, Abdullah Saaed Al Naboodah.

Cannavaro sembrava poi destinato a completare la sua vicenda sportiva in India, al West Bengala. La premier league asiatica aveva bisogno di un testimonial di prestigio. Ricca l’offerta, 850.000 dollari per un anno, molto di più di quanto guadagna Pirès, famoso calciatore. Sembrava fatta, poi il bel Fabio, giudicato il più bello dei mondiali di calcio 2006 in Germania, ha ritenuto di dover tornare a casa. Opinionista Mediaset quest’anno. Cavaliere Ufficiale per meriti sportivi, 58 presenze con la maglia del Napoli, pallone d’oro 2006 e Fifa World Player, è rimasto incastrato dagli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

L’attività della Fd Service srl è risultata simulata dalle tre imbarcazioni da diporto nella disponibilità della società, riconoscibili come Pershing di diversa stazza. Massiuus, Chirman Naples, Chirman II. Secondo il pm Fabrizio Vanorio, venivano usati per fini personali, non destinati al noleggio. I controlli hanno accertato l’evasione delle imposte dirette e di Iva per oltre un milione di euro, dal 2005 al 2010. L’evasione ha fatto scattare la denuncia per “dichiarazione fraudolenta”. Ulteriori indagini avrebbero accertato il coinvolgimento diretto di Fabio Cannavaro, titolare di fatto della società. E di un prestanome provvisto di “scarsa capacità redditizia”, che si sarebbe volontariamente prestato a rilevare le quote della società Fd Service srl durante la verifica fiscale. Anche il soggetto sprovvisto di reddito appropriato risulta ora indagato. Si tratterebbe di Eugenio Tuccillo. Ma non viene esclusa dall’autorità inquirenti la partecipazione di un cognato dell’ex calciatore lanciato in serie A da Ottavio Bianchi, all’epoca direttore generale del Napoli, dietro sollecitazione del magazziniere del club, Tonino Albano. “Mister, dagli un occhio a ’stu guaglione, tiene stoffa”. L’allenatore era Marcello Lippi.

La società di Cannavaro è inoltre accusata di “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”. Sottoposto a sequestro anche un bene oggetto di cessione fittizia. Una barca Itama 38 del valore di 180.000 euro. Le sentenze finora emesse sono tutte a favore dell’amministrazione tributaria. Ovvero del Fisco. L’indagine ha individuato beni immobili per 650.000 euro su cui applicare il sequestro equivalente. “Le società si sottraevano sistematicamente al pagamento delle tasse e delle accise sul carburante”. Un gran bel pasticcio. Gli inquirenti ritengono i reati commessi inequivocabili, chiari, penalmente non eludibili. Il sequestro intende confermare la colpevolezza dei soggetti implicati e la chiusura di un’indagine durata oltre tre anni. Un clamoroso autogol da 900.000 euro.