‘Pagliacci’, presso l’Anfiteatro Romano di Albano Laziale – di Beatrice Boero

L’opera di Ruggiero Leoncavallo, “Pagliacci”, è protagonista di una straordinaria serata presso l’Anfiteatro Romano di Albano Laziale, che avrà luogo venerdì 9 agosto alle ore 21. A presentare la kermesse, è l’Associazione Europa Musica, diretta artisticamente dal Maestro Renzo Renzi e coordinata musicalmente da Eugenio Falanga. Ad esibirsi sul palcoscenico, l’Orchestra Sinfonica Europa Musica, il Coro Lirico Italiano e gli attori: Gianluca Zampieri, Nunzia Santodirocco, Stefano Meo, Giorgio Carli, Raffaele Abete, Andrea Scorsolini, Domenico Venturini e Giacomo Rinaldi. La direzione musicale è di Fabrizio Da Ros, la regia è di Gianmaria Romagnoli, ed i costumi di Andrea Sorrentino.

L’opera lirica, divisa in due atti, fu rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme a Milano, il 21 maggio 1892, con la direzione di Arturo Toscanini. I fatti si ispirano ad un delitto realmente accaduto quando Ruggero Leoncavallo era bambino, ed in seguito al quale suo padre magistrato istruì il processo che portò alla condanna dell’uxoricida. Il prologo dell’opera rappresenta un vero manifesto poetico-programmatico della corrente verista in voga all’epoca. La trama è nota: la compagnia teatrale di Canio arriva in un paese in provincia di Cosenza, per inscenare una commedia. La moglie lo tradisce con un contadino del luogo, ed un amico da lei respinto lo mette al corrente della tresca. Gli eventi precipitano. I due amanti sono scoperti in flagrante, però, mentre il marito vorrebbe scagliarsi contro la moglie, viene sollecitato da un altro attore della compagnia ad iniziare la commedia. A questo punto la realtà e la finzione si confondono, perché Canio nel ruolo di pagliaccio deve interpretare un marito tradito ed al termine di un furioso litigio uccide moglie e amante. Gli spettatori ignari, troppo tardi si accorgono di cosa è accaduto e non possono più porvi rimedio.

La compagnia ha voluto ambientare la scenografia all’epoca attuale, nell’estate del 1970, durante la drammatica rivolta scoppiata a Reggio Calabria dopo della designazione della città capoluogo di regione e sede dell’università.