‘Un posto al sole’, 3.500 puntate e 16 anni di set ed amicizie

A sentire i protagonisti non ci avrebbero scommesso sopra neanche 100 lire quando hanno cominciato ormai 16 anni fa. Invece tra temi classici da soap (amori, intrighi, passioni, vendette, gelosie, amicizia) intrecciati con il vissuto quotidiano e le tematiche sociali (fra le quali lo stupro, la camorra e la violenza in famiglia), ‘Un posto al sole’ festeggia venerdi’ 18 maggio la puntata numero 3.500. Andata in onda per la prima volta il 21 ottobre 1996, la soap opera italiana piu’ longeva e popolare e’ seguita da circa 2 milioni e 700mila telespettatori ogni sera col 9% di share di media.

Un prodotto – in onda su Raitre alle 20.40 dal lunedi’ al venerdi’ – che puo’ piacere o meno, seguito comunque da un pubblico assolutamente trasversale (che va dalle casalinghe ai liberi professionisti, dagli adolescenti agli anziani ai laureati) e in modo omogeneo in tutta Italia sebbene sia ambientato a Napoli. Tra i molti registi che si sono avvicendati, c’e’ anche un giovane Gabriele Muccino, Stefano Sollima (‘Romanzo criminale – la serie’) e molti altri tra sceneggiatori e registi della tv. Di guest star negli anni se ne contano a decine (da Amanda Lear a Barbara Bouchet, da Catherine Spaak a Dario Vergassola, da Mario Merola a Massimiliano Rosolino). Ma di li’ sono passati anche tanti ‘debutti fortunati’, come quello di Massimo Poggio, Serena Autieri e Laura Chiatti, per i quali ‘Un posto al sole’ e’ stato un vero e proprio trampolino di lancio per la carriera televisiva e/o cinematografica.

 Diventata con il tempo appuntamento fisso per molti telespettatori, ‘Un posto al sole’ doveva essere una versione napoletana di ‘Neighbourg’, amatissima soap opera australiana trasmessa da 27 anni. In principio era il Conte Giacomo, aristocratico napoletano, a tenere ben salde le redini e i destini di una nobile famiglia, da sempre vissuta a Palazzo Palladini, sulla collina di Posillipo, di fronte al mare e al Vesuvio. Dopo la sua morte misteriosa, il vecchio conte lascio’ il posto ai suoi discendenti, legittimi e non. Le vicende dei Palladini prima, dei Ferri poi, si sono incrociate con le vite dei condomini di questa bellissima residenza partenopea.

Nell’episodio 3.500, la governante storica di casa Ferri Teresa (Carmen Scivittaro), appena licenziata rimarra’ bloccata in ascensore con la giovane appena assunta, la solare Serena (Miriam Candurro) nuova eroina romantica della soap. Nell’episodio verranno ricordati i momenti piu’ belli ed emozionanti dei personaggi principali attraverso i ricordi di Teresa.

In 15 anni in ‘Un posto al sole’ si sono visti 26 matrimoni, 20 funerali, 3.654 baci e 402 schiaffi. Molti i personaggi che hanno fatto e fanno ancora parte, sin dalla prima puntata, di ‘Un posto al sole’. Qualcuno ci e’ cresciuto, qualcuno ci e’ invecchiato. ‘La cosa bella di questo prodotto che, come la vita, e’ in divenire. Per cui cambiano storie e personaggi. Fonte di appeal e’ anche vedere invecchiare, cambiare i personaggi’, dice Patrizio Rispo (Raffaele Giordano) a Ign, testata online del Gruppo Adnkronos.
Raffaele ‘Jourdan’, portiere storico di Palazzo Palladini, appare sin dalla prima puntata: ‘E’ davvero sorprendente essere arrivati sin qui – racconta Rispo – Se torno a quei giorni… Allora era una scommessa che si dava per persa. Oggi, un programma che faceva gli ascolti che facevamo noi agli inizi avrebbe chiuso alla terza settimana. Quindi e’ un grande traguardo quello che abbiamo raggiunto’.

‘In 16 anni e’ come se, ho fatto un calcolo, io avessi girato l’equivalente di 1.600 film – dice ancora Rispo – 16 anni in cui abbiamo giocato con la storia: ho fatto cose in abiti del ‘700, mi sono travestito da Romano, ho fatto la tragedia e la commedia. Si spinge quasi al cartone animato’. Insomma, non ci si annoia mai: ‘Il divertimento per un attore che lavora tutti i giorni qui e’ infinito. E poi e’ un’ottima palestra per chi fa questo mestiere – conclude ‘Jourdan’ – e vorrei che se ne approfittasse. Non parlo per me, che ormai ho fatto. Ma parlo per i giovani, che hanno una padronanza incredibile e sono tutti gratificati. Tra l’altro ci sono giovani che abbiamo tolto dalla strada, ex carcerati che lavorano con noi: uno e’ diventato addirittura regista. E’ una soddisfazione’.

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