PdL, legge elettorale: quando il partito sbaglia bisogna dirlo chiaro – di Ricky Filosa

Certi esponenti politici vorrebbero essere sempre in prima pagina, con il loro bel faccione, con le loro fumose dichiarazioni, applauditi e incensati a prescindere. Ma sostenere un partito non vuol dire avere le fette di salame sugli occhi o dimenticarsi di avere un cervello e di ragionare con la propria testa. Così succede anche nel Pdl che la base sia delusa dalle decisioni della dirigenza e che esprima il suo dissenso a chiare lettere sui giornali online, sui vari blog e sui social network di largo consumo. Denunciare tutto ciò che non funziona e pungolare i propri rappresentanti è un modo forse illusorio ma di sicuro catartico di attuare la democrazia. Si spera sempre che il giudizio degli elettori su una proposta o un provvedimento possa essere tenuto in una certa considerazione da chi deve alla fine decidere per un verso o per un altro. Lo chiamano consenso sociale. E non c’è bisogno del tumulto di piazza differito per affermare la propria opinione, dinanzi agli attuali strumenti di informazione e di sondaggio degli umori, che offrono ai politici un riscontro immediato online, in tempo reale.

E’ un ragionamento che vogliamo far valere per il PdL in Italia e ancor di più per il PdL nel Mondo: anche fra gli italiani all’estero, infatti, troppe sono le cose che andrebbero corrette. E se non ci pensa via dell’Umiltà a farlo, chi ci dovrebbe pensare?

Oggi siamo rimasti favorevolmente colpiti in particolare da due commenti visti su Facebook, relativi al pezzo del nostro Andrea Lorusso in questo momento in apertura di giornale. L’articolo fa riferimento alla proposta di legge elettorale architettata dalla triade Alfano-Bersani-Casini e definita elegantemente "porcata" da Roberto Maroni.

Scrive Alessandra Ginetto Predosin: "Bisogna criticare se qualcosa non va bene!!! E’ assurdo che venga tutto approvato a prescindere. Sono berlusconiana dal ’94 e ho sempre difeso con le unghie e con i denti il mio partito. Ma quando non andava qualcosa l’ho sempre detto. Sarò sempre e soltanto con Berlusconi. Senza di lui, mi dispiace, mancano capacità e senso del dovere". Le risponde Luca Marinoni: "Vale anche per me Alessandra, sono e sarò sempre berlusconiano, su questo non si discute, è che quando vedo lo schifo che stanno facendo al mio Paese non posso piu’ tacere e se il mio partito che ho difeso con le unghie e con i denti fa qualche cosa che io ritengo sbagliato lo dico, punto e basta!".

Persone come queste sono la parte migliore della base azzurra. Altro che schiavi di partito, invasati, yesman e lecchini vari. Più coraggio nelle proprie idee, più indipendenza, più libero arbitrio; di questo abbiamo bisogno tutti noi. Formattiamo il PdL, se ha ancora un senso. Altrimenti il rischio concreto è che molti cuori azzurri passeranno con la Lega: può ancora succedere di tutto, da qui al 2013.

ricky@italiachiamaitalia.com

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