Forza Italia, Berlusconi al lavoro per alleanze strategiche

"L’identità non si fissa in un convegno o in una sessione di studi: si scopre in movimento. Numerosi osservatori si atteggiano a Cassandre sul presente e sul futuro di Forza Italia. Si imputa il silenzio di Berlusconi sul tema. Non e’ cosi’. Senza chiasso, lavorando, sta esprimendo in pieno la leadership che gli appartiene sin dalla fondazione. Ed essa si esprime nel costruire alleanze cementate da patti strategici durevoli". Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

"La lezione francese buona per noi non e’ questa. Ci sono due insegnamenti da tenere da conto: 1) la certezza che si puo’ velocemente sgonfiare una sinistra parolaia e incapace di migliorare la vita quotidiana della gente. 2) Tra l’opzione di rottura con il sistema e con l’Europa e quella liberale e moderata, vince a mani basse quella moderata. Lo stampino giusto e’ gia’ in nostro possesso dal 1994 – aggiunge -. Ed e’ quello che sta adottando con pazienza e genialita’ Berlusconi: un’alleanza totalitaria del centrodestra, avendo nel ruolo di federatore e di sorgente di contenuti e proposte, il Cavaliere e la sua (e nostra) Forza Italia".

"Questa nostra identita’ si esprimera’ necessariamente nel voto sulla legge elettorale. E’ ovvio che se la scelta di Forza Italia e’ quella di costruire alleanze, come connotato permanente del nostro agire politico, e’ ovvio che non si possa dire di ‘sì’ all’Italicum renziano. E dunque si devono promuovere tutti quegli emendamenti che ripristinano, come da Italicum originario, il premio di coalizione, e a quelli che consentano di stabilire sin dal primo turno alleanze destinate a farsi valere al ballottaggio, senza paura di mescolarci con forze politiche di qualunque partito o frammento che siano – sottolinea il Mattinale -. Non sono le nostre leggi quelle che ora vuol imporre Renzi! Il premio di lista – come ha confessato in direzione – e’ stato scelto perche’ ‘conviene’ a lui, non all’Italia, e lo si sceglie perche’ e’ un vestito su misura per il Pd, che ha radunato in un solo partito Margherita e Ds. Chi vota dunque per l’Italicum, se non e’ del Pd, accetta di essere un dhimmi, un suddito del Califfo, a cui si consente di restare in vita, ma senza diritti di autonomia. Insomma servi. Tanto vale entrare direttamente nel Pd, e’ piu’ dignitoso", conclude ‘Il Mattinale’.

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