Vino, l’originale partita fra Italia e California – di Roberto Zanni

E’ un po’ come se si giocasse una partita di calcio tra l’Italia, una delle grandi, antiche potenze, e gli Stati Uniti, dove il soccer, così come è chiamato, è uno degli sport in grande ascesa. Il vecchio e il nuovo, usando entrambi gli aggettivi, nell’accezione migliore. Ecco allora che cambiando i fattori il prodotto rimane sempre lo stesso: un’altra partita, inventata sempre in USA, ma che diventa molto particolare. In campo – si tratta di una tavola – scendono l’Italia e la California, ma questa volta la sfida italo-americana si trasferisce tra le bottiglie. È l’iniziativa, molto particolare, partita da ‘L’Opera’, ristorante dalla gastronomia italiana, il nome lo spiega chiaramente, che si trova a Long Beach, una delle località più famose della costa West degli USA, che dal 17 ottobre fino al 9 dicembre ha lanciato la nuova sfida: California vs Italia, ma nel campo dei vini.

Ecco allora che la tradizione e la qualità nostrana scendono in campo, pardon, sul tavolo del ristorante per affrontare gli emergenti, uno stato dove il vino è diventato un bene prezioso, dove si coltiva, ed è anche diventato famoso, scalando i gradini proprio della qualità. Così quando si parla di Napa Valley, ecco che in tutto il mondo, o comunque dove il vino è apprezzato, subito si pensa a buone bottiglie che possono competere con i vigneti e le aziende vinicole più celebri e conosciute, come dire l’Europa. La California, grazie anche all’apporto di diversi italiani diventati poi italo-americani, si è, ormai da tempo, creata un nome nella mappa mondiale dei vini di qualità. Così partendo da queste basi, ‘L’Opera’, ha schierato le due formazioni, e saranno i clienti a decidere il vincitore.

Sei settimane di degustazione per stabilire un numero 1. "Sono tanti i nostri clienti che ci chiedono continuamente quali sono i vini migliori: i californiani o gli italiani? – ha raccontato Nicole Lira, manager del ristorante – Allora abbiamo pensato: perchè non coinvolgere la nostra clientela e poi farla decidere?". Così è nata la ‘partita’ che si trasforma nell’evento principale di una cena, che si svolge su quattro portate, come dire quattro tempi di gioco, dal prezzo che può oscillare tra i 79 e gli 89 dollari. Si mangia, si degusta, si vota, con protagoniste le migliori etichette della California, che, d’accordo, ha il vantaggio di giocare in casa, e l’Italia che, parlando di vini, non ha paura di nessuna trasferta.

L’Opera, che si trova a Downtown, a Long Beach, è un nome che da venticinque anni si è trasformato in un punto di riferimento per la buona cucina italiana. Così per l’occasione, oltre ai piatti, si potrà ammirare anche la fornitissima cantina del ristorante, che raccoglie oltre 400 etichette e migliaia di bottiglie, e durante la grande sfida ci saranno le battaglie con in campo le migliori uve californiane e italiane. Se per elencare i vini italiani, le regioni, le uve, le cantine non basta una enciclopedia, la California, che come superficie è quasi un terzo più grande del nostro Paese, negli anni si è creata una propria storia vinicola diventando anche il quarto esportatore al mondo dopo Francia, Italia, e Spagna, ha quasi un migliaio di aziende vinicole e produce il 90% del vino di tutti gli Stati Uniti. Ma negli USA quando si parla di import di vino c’è l’Italia al primo posto e il mercato statunitense è, al tempo stesso, il primo all’estero per l’industria del settore italiana.

Negli Stati Uniti si consumano oggi 29 milioni di ettolitri di vino e nell’ultimo decennio la crescita è stata pari al 37% e appunto per ciò che riguarda i vini importati, l’Italia è al primo posto. C’è però anche da aggiungere, a conferma di come il vino abbia conquistato gli americani, che anche la produzione negli States, sempre prendendo in considerazione gli ultimi dieci anni, ha fatto un notevole balzo in avanti, registrando un +15%. Ma l’Italia, per quello che riguarda l’export, se ha nel mercato USA il ‘number one’ (con una grande crescita del ‘Prosecco’ che ha fatto soppiantare agli americani lo Champagne) esporta in tutto il mondo e oltre all’America, ha i punti forti in Cina e in modo particolare la Russia, dove, sempre nell’ultimo decennio il consumo è salito rispettivamente del 57% e del 121%. Ultimo dato da segnalare, questo però deve far meditare su quello che è l’evolversi del settore vinicolo del mondo, se Francia e Italia restano al comando per volumi di produzione, hanno però subito un calo.