Italiani nel mondo, Senato approva Comitato italiani all’estero. Contrario M5S: inutile e costoso

C’è il sì del governo alla ricostituzione di un Comitato per le questioni degli italiani all’estero in Senato. Il viceministro degli Esteri Bruno Archi è intervenuto in Aula per spiegare che "si tratta di una importante iniziativa a cui il governo assicura pieno sostegno e collaborazione". Il comitato sarebbe "un importante punto di riferimento per scambi di opinioni e politiche sugli italiani all’estero", che sono "parte fondamentale delle politiche del ministero degli Esteri: la Farnesina è già impegnata per promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana e per la fornitura di servizi consolari".
 
Per Aldo Di Biagio, senatore di Scelta Civica eletto nella ripartizione estera Europa, la costituzione di un Comitato per le questioni degli Italiani all’Estero è necessaria perché "ogni utile percorso di rinnovamento dell’Italia verso l’altra Italia oltre confine deve partire da qui, attraverso una esperienza strutturata". Di Biagio ha ricordato che "all’indomani del volo si sono sollevate le solite remore, confermate da fantasiose proposte di abolire il voto all’estero. Si è ritornati a parlare del principio americano del no ‘taxation without representation’, perché gli italiani all’estero sono ancora considerati come coloro che non pagano le tasse. Parlare di rappresentanza illegittima allontana il discorso reale, rischia di creare un pericoloso vulnus democratico. La maggioranza degli italiani paga le imposte, come l’Imu e la Tares, talvolta anche l’Irpef". In questo senso "l’ipotesi di rivedere la legge Tremaglia nel suoi punti critici può essere effettuata proprio nell’ambito di questo comitato, così come la riforma del Comites e del Cgie, la riforma della struttura consolare e dei servizi".

Per il senatore Claudio Micheloni, eletto per il Pd nella Circoscrizione Europa, relatore della mozione bipartisan, presentata in Aula, che chiede di istituire l’organismo di tutela per gli italiani all’estero, “è inaccettabile che il punto centrale della discussione sull’istituzione del Comitato per gli italiani all’estero sia il problema dei costi di funzionamento. A tal fine ricordo che i componenti dell’Ufficio di Presidenza non percepiranno alcuna indennità”. “Durante la scorsa Legislatura il Comitato ha svolto sopralluoghi nei principali Paesi d’accoglienza dell’emigrazione italiana – ha sottolineato Micheloni – per verificare la situazione delle comunita’ di nostri connazionali al fine di acquisire elementi conoscitivi sulle condizioni di vita delle stesse e di contribuire alla soluzione delle problematiche emerse con interventi sulle autorita’ locali e sulle istituzioni nazionali, anche attraverso proposte di iniziative legislative. Inoltre sono state organizzate 27 audizioni nell’ambito di un’indagine conoscitiva che ha evidenziato disagi e difficolta’ di chi vive da anni lontano dai luoghi di origine e che, in passato come oggi, contribuisce a sostenere i bilanci di questo Paese. La fine anticipata della XVI Legislatura ha interrotto il percorso intrapreso dal Comitato impedendo di raggiungere i risultati auspicati all’inizio – conclude l’esponente Pd – pertanto mi auguro che non siano poche decine di migliaia di euro, questo il budget massimo che l’amministrazione ha dovuto investire nelle scorse legislature sul Comitato, a precludere la ripresa e la conclusione del lavoro avviato in passato”.

A favore dell’istituzione del Comitato anche Renato Turano, senatore Pd eletto in Nord e Centro America: "E’ necessario mettere in campo tutte le risorse per il rilancio dell’economia, e gli italiani all’estero svolgono un ruolo primario in questo. Troppe volte l’Italia ha sbagliato nel ricordarsi degli italiani all’estero solo nei periodi elettorali, strumentalizzandoli e considerandoli cittadini di serie B. I cittadini di seconda serie non dovranno più esistere, si deve proseguire con maggiore convinzione sul rilancio dei veri ambasciatori del made in Italy nel mondo. Il lavoro portato avanti dal Comitato nella scorsa legislatura ha tracciato un percorso e fatto in modo che temi delicati, come la ristrutturazione della rete consolare, il voto, la diffusione della lingua italiana, l’assistenza sanitaria, siano riusciti a trovare spazio nel dibattito parlamentare". Lo ha detto il senatore del Pd eletto nella Circoscrizione Estero, Renato Turano, sulla costituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’Estero in Senato.

La costituzione del comitato per le questioni italiani all’estero e’ "un segnale per chi non vive in Italia ma dovrebbe essere considerato come tutti gli altri italiani per la questione dello ius sanguinis, un segnale che vuol dire: "ci importa di voi". Pochi sono coloro che lasciano il Paese per proprio piacere, nella maggior parte lo fanno perché costretti dalle circostanze. Questo è quello che è successo a me, che oggi so che non sarei voluto partire". Lo ha detto Il senatore Claudio Zin, eletto in Sudamerica con il Movimento Associativo Italiani all’Estero.  

Dal Movimento 5 Stelle invece arriva un secco no alla costituzione del Comitato per le questioni degli Italiani all’estero, "un organismo che finora non ha ottenuto risultati, e lo diciamo con rammarico”, come spiega in Senato Adele Gambaro. “Lascia esterrefatti che si parli di attività che già numerosi enti svolgono negli stati con risultati più effettivi". Secondo la Gambaro il lavoro del comitato prevedeva in media "un incontro al mese che constava in audizioni sterili, indagini conoscitive che non hanno comportato risultati sufficienti, rispetto alle ambizioni insiste nel progetto istitutivo. Aggiungendo i costi, l’inutilità pubblica è inconfutabile: negli ultimi cinque anni sono stati spesi 147mila euro, solo un amministratore distratto non capirebbe che le attività del comitato possono essere svolte con efficacia maggiore dagli organismi già esistenti presso gli uffici competenti del ministero degli esteri, dei servizi consolari o nella commissione esteri". 

IL SENATO APPROVA Alla fine il Senato approva con 191 si’, 55 no e 8 astenuti, l’istituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero con il compito di approfondire il tema della condizione, dei problemi e delle aspettative delle collettivita’ italiane residenti all’estero. Hanno votato a favore i partiti della maggioranza e la Lega, contro M5s, mentre Sel si e’ astenuta. I componenti dell’Ufficio di presidenza del Comitato non percepiranno alcuna indennita’.