Forza Italia al 12%, il dopo Berlusconi è adesso – di Ermanno Filosa

(FILES) This file picture taken on November 27, 2013 shows Italy's former Prime Minister Silvio Berlusconi delivers a speech outside his private residence, the Palazzo Grazioli, after his expulsion from the Senate, in Rome. An Italian court in Milan on April 15, 2014 ordered former prime minister and billionaire tycoon Silvio Berlusconi to do a year of community service following his conviction for tax fraud, Italian media reported. Berlusconi will have to respect a curfew and will be limited in his movements in a further humiliation for the 77-year-old, who has been expelled from parliament and is banned from running in elections for six years. AFP PHOTO / TIZIANA FABI

Il dopo Berlusconi è adesso, ora. Bisogna prenderne atto: è finita un’epoca. Silvio sarà ricordato dalla Storia per ciò che ha fatto, nel bene e nel male, e comunque sia è un personaggio che per vent’anni è stato in primo piano nella scena politica italiana. Ma dopo l’ennesimo flop di Forza Italia, quello alle recenti elezioni europee, il dopo Berlusconi prende forma e di fatto contribuisce ulteriormente al declino del partito guidato dal Cavaliere.

Un recente sondaggio fotografa la situazione che vive il partito azzurro: Forza Italia è al 12%, consensi a picco, un dato che fa preoccupare non poco l’uomo di Arcore. Che ora, dopo tanti anni, sta iniziando davvero a pensare a un piano B: vale ancora la pena restare in prima linea o è meglio finalmente passare il testimone?

Già, l’erede di Silvio in politica. Ma chi è? Dov’è? Il centrodestra non ha un Matteo Renzi, purtroppo. L’altro Matteo, Salvini? Beh, in effetti il leader della Lega è sveglio e guida un partito che, sotto la sua gestione, alle Europee di maggio ha visto crescere i propri consensi, nonostante tutto ciò che è accaduto con il Carroccio in passato, fra diamanti e trote. Ma davvero Salvini potrebbe trascinare con sé l’intero popolo del centrodestra? Ho i miei dubbi.

La verità è che Forza Italia è un partito mai nato davvero, se non nella immaginazione del Cavaliere o dei super dirigenti alla Verdini. Per questo non ha visto crescere al suo interno una classe dirigente degna di tale nome, capace ora di prenderne il timone. Quel 12% è una lama nel cuore di Silvio, che al partito, il suo partito, ha dato moltissimo. Ma la gente evidentemente è stufa, gli elettori di centrodestra fuggono altrove. Di fatto, osservando con attenzione, oggi in Italia una vera destra non c’è. E forse è proprio questo il problema.