‘Uccideresti prima mamma o papà?’: se te lo chiedono a scuola – di Leonardo Cecca

In nome del politicamente corretto e del progressismo, una certa parte politica da anni sta cercando di scardinare le fondamenta della nostra società e della famiglia, sua cellula fondamentale. Non bastando le bizantine esternazioni circa la legittimità delle coppie gay e la ridicolaggine genitore 1 e genitore 2; già qualche stato "evoluto" ha provveduto a tali epocali provvedimenti e noi, col paraocchi progressista, ci siamo adeguati.

Lo scardinamento più subdolo è quello che gli "akkulturati" stanno conducendo presso la scuola ed in particolare in quella primaria. Non sono bastate, in nome di un falso concetto di integrazione, le eliminazioni dei presepi per non offendere gli appartenenti ad altre religioni. Ora è la volta di un episodio, verificatosi sempre in una scuola elementare, in cui alcune insegnanti, non si sa in base a quale principio, ma sicuramente non improntato a serietà, moralità ed onestà, hanno posto ai ragazzi dei quesiti incredibili tipo "uccideresti prima mamma o papà?". Ebbene, queste persone sono state momentaneamente sospese dall’incarico, ma avranno conseguenze giudiziarie? Non credo, pur se ritengo che l’atto commesso possa essere considerato, vista l’età degli allievi, un atto criminale forse ritenuto inconcepibile anche nella Corea del Nord. Forse mi sbaglio, ma credo che nessun personaggio "istituzionale" abbia manifestato il proprio sdegno…