Pd, Renzi: “No al governo con M5S, tradiremmo gli elettori”

L’ex premier Matteo Renzi: “Noi abbiamo preso il 18% dei voti. Quindi non abbiamo vinto. Anzi, hanno vinto gli altri in modo molto chiaro. Sono capaci di governare? Lo facciano”

Matteo Renzi, senatore Pd, ex premier, intervistato da Piazzapulita (La7) dice sì al confronto con il Movimento 5 Stelle, ma no al tradimento degli elettori.

“Giustissimo fare il confronto, fare ogni tipo di dialogo con chiunque, a maggior ragione coi cinque stelle”, sottolinea Renzi, che poi continua: “Nel caso dei cinque stelle secondo me va bene addirittura fare il confronto in streaming e mi sembra anche una idea carina”.

Detto questo, “l’idea di tradire il mandato dei cittadini, degli elettori, e fare un governo con la guida di Salvini da un lato, o quella di Di Maio dall’altro, secondo me sarebbe una cosa che nessuno dei nostri capirebbe”.

Renzi non si smuove, mantiene la stessa posizione di sempre: “Noi abbiamo preso il 18% dei voti. Quindi non abbiamo vinto. Anzi, hanno vinto gli altri in modo molto chiaro. Sono capaci di governare? Lo facciano”. E comunque vadano le cose “noi dobbiamo essere rispettosi. Chi sarà il presidente del consiglio potrà contare sul nostro rispetto istituzionale – conclude – ma non sul nostro voto”.

Intanto l’area del Pd che si riconosce in Matteo Renzi ha apprezzato la relazione del segretario reggente Maurizio Martina in particolare nel passaggio in cui ha specificato che con i Cinquestelle il “capitolo è chiuso”. L’accordo con il M5S secondo i renziani sarebbe “morto”, avrebbe quindi prevalso nella relazione del segretario la posizione sostenuta dall’area che fa capo all’ex premier.

Se questa linea verrà confermata nella direzione, i renziani potrebbero rinnovare la fiducia al reggente fino all’assemblea o attraverso un voto o con il documento di mediazione su cui in queste ore sta lavorando Lorenzo Guerini insieme ai ‘pontieri’ del Pd. Nel documento oltre a ribadire il ‘no’ a un governo con i Cinquestelle si prevede la fiducia a Martina fino all’assemblea.