Nel corso del 2024 la Corte d’Appello e i Tribunali del Veneto hanno ridotto in modo sensibile i procedimenti “ereditati” dagli anni precedenti e smaltito molto di quelli sopravvenuti nel corso dell’anno.
Un grande lavoro – scrive Il Gazzettino -, sia a livello civile che penale.
A Venezia, però, la situazione delle pendenze a livello civilistico ha del tragico: + 24 per cento rispetto all’anno precedente a fronte di diminuzioni delle pendenze che vanno dal – 40,7 per cento del Tribunale di Rovigo al – 5.9 per cento del Tribunale di Belluno.
È evidente che non è un problema di “bravura” o velocità dei magistrati e degli uffici, ma della legge in materia di cittadinanza e dalle conseguenti domande di passaporto italiano da parte di oriundi brasiliani.
“Questi ultimi – scrive Il Gazzettino – , discendenti di veneti emigrati in Sudamerica tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 hanno inondato il Veneto di domande di cittadinanza, mandando in tilt il Tribunale, che essendo sede distrettuale, ha competenza su tutta la regione. Al 30 giugno 2024 erano pendenti 15mila 941 cause in materia di cittadinanza (il 60.56 per cento delle pendenze complessive) e al 30 settembre erano già salite a 19mila”.