Ue, Renzi alla Camera: ‘in tema di rinnovabili nostra ambizione più alta possibile’

"Oggi il parlamento Ue ha votato per la nuova commissione che partirà" nei prossimi giorni: e il consiglio di giovedì sarà del "già e del non ancora", con al centro "temi importanti, dalla situazione economica a quelle internazionali fino alla questione climatica e energetica, ma lo faremo con soggetti che tra qualche settimana avranno visto terminato il loro compito". Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando alla Camera sul consiglio Ue.

"L’Italia domani porterà al Consiglio europeo, se avallata dal voto del Parlamento italiano, l’assoluta convinzione che in tema di clima ed energia il nostro compito è quello di avere l’ambizione più alta possibile". Ciò "e’ difficile, anche nel dibattito con altri Paesi – dice Renzi – non tutti sono di questo avviso, c’e’ una forte resistenza, in particolar modo di quei Paesi che si affidano al carbone, ad accettare un’ambizione così significativa e rilevante ma, ne sono convinto, non abbiamo alternative".

Non ci sono alternative "perche’ oggi la scommessa dell’Europa, anche nel mondo globalizzato, e’ quella di fare delle scelte di sostenibilita’ e ambientali un’occasione per creare posti di lavoro – avverte il presidente del Consiglio -, per ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e per, come detto più volte dal ministro Galletti, creare un vero e proprio piano industriale dell’economia verde, i green jobs", che "credo costituiscano per noi punto di riferimento".

Dunque in materia di rinnovabili, “l’Italia esprime consenso perche’ si possa aumentare al 27% la quota obbligatoria", afferma Renzi. Sull’efficienza energetica c’e’ da parte dell’Italia "la disponibilita’ a porre un obiettivo del 30%: le conclusioni dovrebbero contenere l’obiettivo non vincolante del 27". "Il negoziato e’ complesso ma abbiamo una profonda convinzione che si possa tradurre in progetto industriale la scommessa sulla sostenibilità", afferma Matteo Renzi. L’impegno dell’Ue sull’energia verde "passa dalla ripartizione degli oneri di alcuni settori, con un complicato negoziato tecnico in cui sicuramente faremo sentire la nostra voce", spiega il premier. E si pone il tema "del maggior costo dell’aumento degli oneri energetici".

Parlando della crisi in Ucraina: “Non puo’ esistere un’Europa che costruisce la propria identità in contrapposizione al proprio vicino, e non si può consentire a nessuno, nemmeno alla Russia, di cambiare i confini di un Paese". Per Renzi "non si può ridurre la riflessione sulla crisi Russia-Ucraina solo all’aspetto economico".