Sisma, Emilia si ferma ma non celebra: c’è molto da fare

Fermarsi, non celebrare. Ma guardare a quanto e’ stato rimesso in piedi e ricordare a se stessi e all’Italia che il percorso per il ritorno alla normalita’ non e’ concluso. Il messaggio che da’ il senso della memoria del sisma di un anno fa arriva da Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia e presidente della Regione: ‘Il lavoro fatto si vede, ma non siamo qui per celebrare, ma per dire c’e’ ancora moltissimo da fare e lo faremo’. Sara’ ovviamente un ricordo che durera’ fino al 29, giorno della seconda serie di scosse, e che non si fermera’ li’. Saranno, per dirla con il premier Enrico Letta che la prossima settimana visitera’ i luoghi colpiti ‘dieci giorni di un triste anniversario’. L’emergenza per il terremoto, ha spiegato sempre Errani durante la seduta straordinaria del consiglio provinciale di Ferrara ‘finira’ quando avremo messo l’ultima pietra nel bene culturale, nel bene pubblico, nella chiesa, quando i nostri centri storici saranno meglio di prima del terremoto’. ‘Io – ha aggiunto – non voglio dare ‘ore X’, dal primo giorno ho detto che non promettevamo miracoli, ci siamo dati delle scadenze e mi sembra che le abbiamo rispettate, dall’assistenza alle persone, alle scuole, alle attivita’ produttive: cosi’ bisogna andare avanti. Ciascuno di noi vorrebbe fare sempre prima, ma per fare bene bisogna programmare’.

Gli esempi concreti di ricostruzione non mancano: a Pieve di Cento ha riaperto la Pinacoteca; ieri un auditorium polivalente e’ stato inaugurato a Crevalcore; il 29 a Medolla sara’ la volta della chiesa provvisoria progettata dall’architetto Davide Marazzi; oggi a Mirandola, oltre all’apertura di un laboratorio del bio-medicale donato dalla Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, dal Comune di Torino e dalla Fondazione Bnl-Gruppo Bnp Paribas, e’ stato firmato un accordo per il recupero di un istituto tecnico superiore, con un finanziamento di due milioni da Eni. Ne’ si ferma la solidarieta’: sono gia’ nove i centri di comunita’ realizzati dalla Caritas, 10,7 milioni le offerte per ricostruzione e sostegno alle popolazioni colpite, cui vanno aggiunti i tre milioni subito stanziati dalla Cei.

Passi non piccoli, insomma, sono stati fatti. Altri sono ancora da fare. E chi si e’ impegnato in prima persona ne ha tratto anche una lezione personale: ‘In questi mesi – ha detto Errani – ho imparato che bisogna sempre ascoltare, essere disponibili a ricercare soluzioni, che non esiste una risposta per tutti. E che non si puo’ a tutte le emergenze ricominciare sempre da capo’. Augurandosi che la lezione possa essere estesa al Paese intero: ‘Sulla base di questa esperienza spero si possa fare legge nazionale sulle grandi emergenze, perche’ in caso di altre emergenze, si possa contare su norme e regole in grado di dare risposte tempestive’.